L'Ikea di Corsico
L'Ikea di Corsico

Corsico (Milano), 14 marzo 2019 - Dieci i dipendenti licenziati, tra cui un dirigente. Per l’altra ventina di lavoratori coinvolti nel «caso etichette» sono previste sanzioni disciplinari con la sospensione dal lavoro e dallo stipendio fino a dieci giorni. Dopo aver esaminato caso per caso sentendo i lavoratori (alcuni assistiti dai sindacati Filcams Cgil e Sgb), Ikea ha deciso le «punizioni» per i dipendenti accusati di truffare il negozio per portarsi a casa mobili a prezzi ultra vantaggiosi.

Siamo all’Ikea di Corsico e il caso scoppia circa un mese fa, quando a una trentina di dipendenti arriva la lettera che gli comunica l’avvio del provvedimento disciplinare. Le accuse, almeno per alcuni, sono molto gravi, tanto che si apre anche un fascicolo penale in seguito alla denuncia presentata dal colosso svedese. I dipendenti erano stati sorpresi (e immortalati dalle videocamere) mentre cambiavano le etichette ad alcuni prodotti scelti dall’Angolo delle occasioni, il reparto dove la merce viene venduta a pochi euro. Il giochino era semplice: i lavoratori prendevano dagli scaffali oggetti più costosi, come materassi, lampadari, mobili a prezzi alti, e cambiavano l’etichetta con posate, mensoline e bottigliette d’acqua. Poi, la merce così modificata, veniva consegnata ad amici e parenti che andavano in cassa, solitamente quelle self service con il commesso complice che si girava dall’altra parte, e battevano il prezzo di pochi euro, portandosi a casa mobili e materassi. Alcuni degli oggetti venivano usati per arredare casa, altri venivano rivenduti sui social o sui siti di compro-vendo indicando i mobili come «usati, ma praticamente nuovi».

C'è quindi anche l’accusa di ricettazione per alcuni componenti. «Un’indagine interna ha accertato che alcuni co-worker a Corsico hanno avuto gravi comportamenti mirati a danneggiare le risorse aziendali - commenta l’azienda -. Ikea sta prendendo i provvedimenti necessari per proteggere i suoi co-worker e il suo brand». Dai sindacati arriva la richiesta di «chiarimenti - commenta Massimo Cuomo di Filcams Cgil a cui si sono rivolti 20 lavoratori -. È Ikea ad aver dato disposizioni ai lavoratori di apporre ai prodotti del reparto Angolo delle occasioni delle etichette che non corrispondevano agli oggetti originali, quindi un mobile poteva avere l’etichetta di una mensola, per facilità di prezzamento senza dover cambiare l’intera dicitura. L’azienda dovrebbe spiegare il sistema prima di lanciare accuse gravissime».