Milano, 24 dicembre 2016 - Il giro del mondo in 360 giorni grazie ai social network. Facendosi ospitare «da amici, amici di amici e amici di amici di amici. Perché gradi di separazione tra una persona e l’altra, ai tempi di Facebook non sono più 6 ma 3,5». Unica spesa: un biglietto aereo “Round The World’’, che per la durata di un anno, permette di attraversare il globo, fino a 16 voli. La Phileas Fogg 3.0 (dal nome del protagonista del celebre romanzo di Verne, “Il giro del mondo in 80 giorni’’) è Nicoletta Crisponi, trentenne che si occupa di strategie di comunicazione e che da martedì prossimo lancerà il suo «Filo di Nicky», come spiega anche in un video girato sotto l'Arco della Pace. Nel video la vediamo cambiare look man mano che racconta il suo viaggio, dal poncho peruviano alla ghirlanda polinesiana fino al Wasaba, l'ombrellino giapponese.Laureata in Design dei servizi al Politecnico, nel 2011 conquistò già la ribalta, regalando 500 baci sotto la Galleria Vittorio Emanuele per conquistare un tirocinio a New York in un’associazione specializzata in flash mob.

Nicoletta Crisponi, come nasce quest’avventura?
«È un sogno che ho da una vita. Compiuti i 30 anni, ho deciso di realizzarlo. Viene dalla mia esperienza, dalla mia passione per i viaggi. Ho cominciato a partire da sola a 17 anni e ho capito che quando arrivi in un nuovo posto, conosci persone che possono darti consigli su come proseguire e trovare una nuova sistemazione».

Come si svolgerà?
«Il viaggio si baserà sulla teoria dei sei gradi di separazione aggiornata. Una teoria che ci dice che ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona da una catena di minimo sei conoscenze e relazioni. Facebook quest’anno ha affermato che i gradi di separazione tra due persone sconosciute sono scesi a 3,5. Scoprirò se è vero, facendo appello, a ogni tappa, ai miei amici e alla loro rete di conoscenze nei social network, per riuscire a trovare un posto dove andare per ogni nazione che visiterò. E un passaggio in barca, treno o mercantile per spostarmi tra i suoi confini. Quando non userò l’aereo con il biglietto per il giro del mondo».

Quando partirà?
«Il 27 dicembre per Chennai, India, dove parteciperò al Rickshaw Challenge insieme a un mio amico fotoreporter, una gara di 950 chilometri sui risciò, poi deciderò il tragitto di volta in volta. Mi riprometto di “conquistare’’ 32 Paesi, tra i quali Vietnam, Giappone, Argentina, Messico, Madagascar, Islanda. Un po’ come nel gioco “Risiko’’».

Cosa lascia?
«Un lavoro a tempo indeterminato in un’agenzia di comunicazione. Ma negli ultimi mesi sentivo sempre più il bisogno di partire».

È sicura di trovare un tetto ovunque andrà?
«Le sorprese sono dietro l’angolo. Tra le mie mete c’è il Nepal. All’inizio pensavo fosse impossibile trovare ospitalità, ma appena ne ho parlato con i miei amici sono sbucati un cugino e un’altra conoscenza».

Mai fatto prima d’ora?
«Durante una vacanza alle Azzorre, sono riuscita a girarmi tutte le nove isole facendomi ospitare da ragazzi che avevo conosciuto sul posto. Lì bastò il passaparola. Per “prendere’’ il mondo mi affido ai social».

Quale il bagaglio?
«Un enorme trolley, che mi farà da armadio e lascerò ogni volta nella città scelta come base, e uno zaino dove terrò lo stretto indispensabile per i miei giri. Oltre a un tablet e a uno smartphone che mi ha offerto Huawei, partner tecnologico del viaggio. Mi servirà per costruire la mia rete di contatti e per gestire un blog del viaggio, “Il Filo di Nicky’’ (ndr www.ilfilodinicky.com). Con pagine e account Facebook, Instagram, Pinterest e Twitter».

Nessuna paura?
«Certo che ne ho. Ci sono rischi da mettere in conto. Ma se non stai attento, anche sotto casa rischi di finire male».

Quando tornerà?
«Il 23 o 24 dicembre 2017. Per passare il Natale con i miei».
luca.salvi@ilgiorno.net