Galleria Vittorio Emanuele II
Galleria Vittorio Emanuele II

Milano, 17 ottobre 2019 - Un’asta a colpi di rilanci di 50mila euro ogni 3 minuti, a partire dalla cifra di 670mila euro per un anno di affitto per 302 metri quadrati finora occupati da Tim. Il Comune di Milano sceglie la strada dell’asta «con incanto» per valorizzare uno degli spazi nella Galleria Vittorio Emanuele, il ‘Salotto dei milanesi’. In corsa per le tre vetrine ci sono 4 marchi di prestigio: Tod’s, Giorgio Armani Retail, Prada e Damiani. L’asta si svolgerà tra circa tre settimane ed è l’ennesimo segnale che la Galleria è sempre più un Salotto per pochi, simile a un centro commerciale per le griffe dell’alta moda italiana e internazionale. La Galleria è profondamente cambiata negli ultimi 10 anni. Un paio di numeri fanno capire il perché.

Nel 2007 il Comune incassava 8 milioni di euro dagli affitti dei negozi a pochi passi da Piazza Duomo. Nel 2019 l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Sala incassa 36 milioni, oltre il quadruplo. Il motivo è semplice. Le precedenti amministrazioni targate Moratti e Pisapia hanno archiviato la stagione delle concessioni agli «amici degli amici» (ricordate lo scandalo di Affittopoli in salsa meneghina?) e hanno iniziato a mettere a bando a prezzi di mercato gli spazi del Salotto, al pian terreno ma anche ai piani alti. Una strategia rafforzata dalla Giunta Sala, il cui obiettivo è arrivare a incassare oltre 40 milioni di euro dai canoni di affitto entro il 2020, mettendo a bando 26 locali per un totale di 3.151 metri quadrati. Le ultime stime preparate dall’Agenzie delle Entrate per il Comune in vista delle nuove gare parlano di un valore di 1.850 euro di affitto al metro quadro.

Niente sconti, se non per le botteghe storiche in Galleria da almeno 50 anni: il ristorante Savini, il bar Camparino, il primo negozio di Prada, il ristorante Galleria. I prossimi bandi, oltre a quello sopra descritto, saranno milionari, come gli ultimi. Qualche esempio? Il marchio Moncler lo scorso dicembre si è aggiudicato gli spazi dell’ex Urban center affacciato su Piazza Scala per 2,5 milioni di euro all’anno: la base d’asta fissata dal Comune era di 1,2 milioni di euro. L’assessore al Demanio Roberto Tasca rivendica la linea dei bandi: «L’amministrazione si muove con l’obiettivo di garantire l’interesse pubblico e le gare hanno permesso di trasformare la Galleria in un luogo tra i più visitati al mondo con una redditività molto alta a beneficio dei milanesi».