Soccorsi a un passeggero ferito sulla linea rossa del metrò (Newpress)
Soccorsi a un passeggero ferito sulla linea rossa del metrò (Newpress)

Milano, 3 ottobre 2019 - Un'altra frenata brusca sulla linea rossa della metropolitana. L’episodio, l’ennesimo della serie sulla M1, è avvenuto qualche minuto prima delle 20 di ieri alla stazione di Cadorna: il treno, che stava viaggiando in direzione Sesto 1° Maggio Fs, ha inchiodato all’improvviso, provocando la caduta di alcuni passeggeri. Per fortuna, nessuno di loro ha riportato gravi conseguenze: in due, un uomo di 44 anni e una donna di 61, sono stati soccorsi dai sanitari del 118 per lievi contusioni; il primo è stato accompagnato in codice verde al pronto soccorso del Policlinico per ulteriori accertamenti.

Il convoglio coinvolto è stato subito mandato in deposito, la circolazione sulla tratta è stata interrotta per circa 15 minuti prima di riprendere regolarmente. La frenata ha riacceso ancora una volta i riflettori su un problema che si sta rivelando di difficile risoluzione per Atm e che è finito anche al centro di un’indagine per lesioni colpose della Procura, aperta nel marzo scorso proprio dopo una frenata nello stesso punto di ieri (in quell’occasione ci furono nove contusi, quasi tutti in maniera lieve). Per far luce sulla vicenda, il pool di magistrati coordinato dall’aggiunto Tiziana Siciliano ha nominato un consulente – l’ingegner Fabrizio Lucani, lo stesso che si è occupato dell’incidente ferroviario di Pioltello – per esaminare una cinquantina di segnalazioni arrivate all’Atm nei diciotto mesi precedenti. Pare che anche ieri, come in altri casi, il sistema informatico che gestisce da remoto la circolazione dei treni abbia rilevato la solita anomalia-fantasma, che poi si è in effetti rivelata un falso allarme; in ogni caso, come misura di sicurezza standard, è entrato in azione il freno d’emergenza, che ha provocato l’inchiodata e la successiva caduta dei passeggeri. All'indomani dell’episodio di Cadorna avvenuto il 9 marzo, il direttore generale dell’azienda trasporti di Foro Buonaparte Arrigo Giana aveva dichiarato che, sui 50 episodi riscontrati in un anno e mezzo, «il 70 per cento riguarda falsi allarmi e il 30 un rischio reale», come la presenza di un altro treno a distanza ravvicinata. L’impegno: lavorare per raffinare i sensori, in modo da eliminare i falsi allarmi.