GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Dopo le proteste Regione annulla i tagli agli enti della cultura Alla Scala 1,3 milioni

Dalla Giunta contributi aggiuntivi anche al Piccolo Teatro di Milan al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro Grande di Brescia. L’assessore: "Ma resta il tema della redditività dell’investimento pubblico in cultura"

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di Giambattista Anastasio

La Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi la delibera che riconosce ulteriori fondi agli enti della cultura e dello spettacolo. Un’integrazione che assicura alla Scala e alla sua Accademia, così come al Piccolo Teatro e a “I Pomeriggi Musicali“ di Milano, al Centro Teatrale Bresciano e al Teatro Grande di Brescia, indicativamente gli stessi fondi che avevano ricevuto l’anno scorso. Per chi non lo ricordasse, c’è un antefatto: a novembre una prima delibera della Giunta lombarda aveva rivisto al ribasso i contributi per gli enti, scatenando le proteste dei sindacati e il malcontento degli stessi responsabili degli enti appena menzionati. Da qui le precisazioni arrivate dall’assessore regionale alla Cultura, Stefano Bruno Galli, ma anche dal presidente della Regione, Attilio Fontana: entrambi, in quei giorni, avevano fatto sapere che la Regione stava valutando di procedere ad un secondo stanziamento per provare ad avvicinarsi all’ammontare dei contributi riconosciuti l’anno precedente. Galli, in particolare, aveva rilasciato proprio su queste pagine un’intervista nella quale aveva definito come "molto probabile" l’approvazione di una delibera bis.

Nel dettaglio, alla Scala venivano a mancare 1,47 milioni di euro in meno, con un taglio pari al 44,6%. Stesso discorso, con decrementi proporzionamente paragonabili, per il Piccolo Teatro di Milano (da 1.891.000 a 850.950euro: meno 55%) e per l’Associazione Centro Teatro Bresciano (da 200mila a 90mila euro: meno 55%). Meno pesanti i tagli a Pomeriggi Musicali (da 750mila a 675mila euro), Teatro Grande di Brescia (da 120mila a 108mila euro) e all’Accademia d’arti e mestieri della Scala (da 100mila a 92mila euro). La delibera appena approvata riconosce altri 1,32 milioni di euro alla Scala – andando così quasi a pareggiare il conto rispetto all’anno scorso –, altri 420mila euro al Piccolo, poco meno di 44.500 euro al Centro Teatrale Bresciano –pareggio perfetto in questo caso –, quindi 75mila euro tondi a i “Pomeriggi Musicali“, 12mila al Teatro Grande di Brescia e, infine, ottomila euro all’Accademia d’arti e mestieri dello spettacolo della Scala. "L’ulteriore sforzo compiuto dalla Regione per trovare nel proprio Bilancio fondi con i quali integrare i contributi agli enti dello spettacolo non deve far passare in secondo piano la necessità di affrontare e risolvere il tema della redditività dell’investimento pubblico nella cultura" sottolinea Galli.

Parole, quelle rilasciate ieri dall’assessore regionale alla Cultura, che si riferiscono a quanto da lui stesso affermato nel corso dell’intervista pubblicata il 7 dicembre scorso sulle nostre pagine a proposito della necessità di una gestione manageriale degli enti della cultura e dello spettacolo: "Oggi – aveva esemplificato Galli – bisogna fare fundraising e il fundraising ha le sue peculiarità, non siamo più nel mondo delle donazioni filantropiche. Bisogna saper dialogare con le comunità e i contesti in cui si è inseriti in modo da riuscire a intercettarne le esigenze e portare le persone in teatro. Ho fatto solo due esempi, ma ce ne sarebbero anche altri: penso anche all’importo di certi cachet. Le istituzioni devono essere un aiuto per affrontare il mercato, ma gli enti della cultura devono interrogarsi su quale sia il modo di affrontarlo".

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