Milano, 18 ottobre 2020 - Era ampiamente prevedibile , viste le premesse e nonostante le rassicurazioni della vigilia. Il derby degli assembramenti se l’è aggiudicato la tifoseria dell’Inter, ribaltando il risultato del campo che invece ha visto battuta per 1-2 la squadra di Antonio Conte. Ieri pomeriggio, diverse decine di tifosi nerazzurri si sono radunati fuori dallo stadio per aspettare i pullman della squadra e accompagnarli fino alla rampa del parcheggio di San Siro.

I fan della Nord si sono ritrovati con bandiere, striscioni e fumogeni per spingere la Beneamata: tanti indossavano in maniera corretta la mascherina (alcuni ce l’avevano abbassata sul mento), ma all’arrivo degli autobus le distanze sono completamente saltate, come fossimo nell’immediata vigilia di una partita in epoca pre-Covid. I due mezzi hanno impiegato più di tre minuti, preceduti da un’auto della polizia, per fendere la folla a passo d’uomo ed entrare nella pancia del Meazza. Del resto, l’ala più calda del tifo interista lo aveva annunciato 24 ore prima con un post su Facebook: "È tempo di derby. Mesto, triste, insulso ma pur sempre derby. Dentro lo stadio non potremo esserci, la realtà è questa. Fuori dovrà essere un muro nerazzurro". E muro (umano) è stato, non c’è che dire.

Sull’altra sponda , gli ultrà della Curva Sud hanno scelto una forma leggermente diversa per sostenere i giocatori rossoneri: si sono ritrovati in via Traiano, al Portello, nei pressi dell’hotel che ospitava il Milan, e hanno atteso il passaggio dei pullman in sella a moto e scooter, riuscendo così a rispettare le regole anti-contagio in maniera più agevole. Per il resto, stessa scena: tifosi accalcati sui due lati della strada e poi corteo al seguito dell’autobus fino all’ingresso dello stadio. Che resta blindato (solo in mille possono entrarci) per l’impennata di positivi registrati negli ultimi giorni in città. Ieri pomeriggio, però, qualcuno se n’è dimenticato per qualche minuto.