Carabinieri e vigili del fuoco al cantiere M4
Carabinieri e vigili del fuoco al cantiere M4

Milano, 14 gennaio 2020 -  La Procura di Milano ha aperto un'indagine per omicidio colposo a carico di ignoti sulla morte di Raffaele Ielpo, l'operaio di 42 anni in un cantiere della M4, durante i lavori per la realizzazione della nuova metropolitana di Milano. Intanto, è ora in corso un sopralluogo sul posto dell'incidente da parte del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano. L'indagine dovrà accertare eventuali violazioni delle norme antinfortunistiche. Nel pomeriggio i colleghi di lavoro di Raffaele Ielpo hanno riempito la sala della struttura pre fabbricata che ospita il campo base della M4 a Buccinasco dove si è tenuta questo pomeriggio la commemorazione del defunto alla presenza dei famigliari della vittima e dei rappresentanti delle istituzioni. Le sedie erano tutte occupate, molti hanno ascoltato in piedi la cerimonia con la coda di presenti fino all'uscita della sala. "Raffaele lo ricordano tutti e lo ricorderanno sempre come un uomo che amava il suo lavoro e lo portava a termine con determinazione", ha detto don Fabrizio Martello, parroco della Cappellania Aeroportuale "Madonna di Loreto", che ha tenuto la funzione commemorativa. Era "una persona a cui volevano bene tutti" ha detto commosso un suo collega, che ha lavorato fianco a fianco con lui per oltre un anno: "Aveva sempre una parola di conforto, quando qualcuno era giu' di morale. E' stata una perdita che nessuno si aspettava, cosi' a bruciapelo". 

Sala: "Tragica fatalità"

Sulla morte di Raffaele Ielpo, l'operaio caposquadra morto ieri sera nel cantiere della Metropolitana 4 di Milano "ci saranno delle indagini come è ovvio che sia, apparentemente sembra una tragica fatalità. Quei massi cadono esattamente in quel momento in cui c'era un tecnico a controllare, sembra incredibile però così è stato e Raffaele non c'è più". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine della funzione religiosa in ricordo dell' operaio che si è tenuta al campo base della M4, a cui hanno partecipato anche la vice sindaco Anna Scavuzzo, il comandante della Polizia locale di Milano, Marco Ciacci, l'assessore alla Mobilità del Comune, Marco Granelli, il presidente della società M4, Fabio Terragni. A chi gli ha chiesto se si è confrontato con
Salini Impregilo, azienda che si occupa dei lavori per la realizzazione della metropolitana, Sala ha risposto: "Sì ma Salini mi ha detto che in questo cantiere il livello della sicurezza è molto alto. Raffaele, il caposquadra, era con loro da non molti anni ma ha sempre fatto questo tipo di lavoro. Apparentemente le dotazioni di sicurezza erano a posto, dalla prima ricostruzione anche dei colleghi non sembra che ci siano state particolare situazioni di imprudenza", ha concluso.

Al Campo base della M4 il sindaco Sala ha anche incontrato i fratelli e la sorella di Raffaele Ielpo. "Ho parlato io e loro erano chiusi in un silenzio incredibile, che esprimeva tutto il dolore di quelle famiglie del sud fiere, che pensano alle cose concrete, al lavoro. Questo è anche un mestiere di chi lavora sottoterra, che proprio sembra quasi delegato a queste famiglie lucane, calabresi, dovremmo ricordarcene. Gli ho chiesto se possono avere bisogno di qualcosa, ma in questo momento credo che debbano solo affrontare il loro dolore". Oggi i lavori della M4 si sono fermati in segno di rispetto. "Lascerò decidere al consorzio M4" quanto durerà lo stop, "faranno quello che è necessario, io credo che sia giusto un momento di rispetto e poi è giusto anche tornare a lavorare - ha continuato Sala -. Non perché è un problema di tempi, mi sento di escludere che si stava lavorando in fretta. Sono operazioni che durano anni, ma perché Raffaele viveva qua erano accampati qua, penso ai suoi colleghi e non credo che sia bene anche per loro rimanere fermi ma forse è meglio tornare a lavorare e lo deciderà il consorzio".

"Chiarire le dinamiche"

"È devastante scoprire che si può morire anche lavorando per una committenza pubblica, a Milano, ad uno scavo per una nuova linea di metropolitana. Auspichiamo che si faccia al più presto chiarezza sulla dinamica dell'incidente e che si individuino le responsabilità". E' quanto si legge in una nota diffusa dalle segreterie generali di Milano e della Lombardia di Fit Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, in merito alla morte sul lavoro dell'operaio. "Sgomente e addolorate", le segreterie generali dei trasporti "si uniscono al cordoglio dei familiari".

"In corso una vera a propria strage"

"L'Ugl esprime il suo cordoglio alla famiglia di Raffaele Ielpo. Il 2020 si apre nel peggiore dei modi con un'ennesima e tragica morte sul lavoro. E' in corso una vera e propria strage inammissibile per un paese civile". Lo ha affermato in una nota Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl, in seguito al grave incidente sul lavoro. "E' necessario aumentare i controlli e garantire una formazione adeguata, soprattutto nei settori soggetti ad un rischio maggiore. L'UGL sara' in tour anche nel 2020 con la campagna 'Lavorare per Vivere' per porre l'attenzione dell'opinione pubblica e del Governo sul triste fenomeno delle morti bianche", ha aggiunto.

Cordoglio del Consiglio comunale

Anche il Consiglio comunale di Milano ha espresso il suo cordoglio. "Esprimo il cordoglio di tutto il Consiglio comunale per la tragica morte di Raffaele Ielpo, 42 anni, vittima di un incidente sul lavoro nel tardo pomeriggio di ieri nel cantiere M4 in piazza Tirana. - ha commentato Lamberto Bertolè, presidente del Consiglio comunale di Milano -. Ai suoi cari l'affetto e la vicinanza di tutti noi". Al campo base dei lavori della metropolitana M4 oggi si è tenuta una funzione religiosa in ricordo del caposquadra scomparso a cui hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni, i vertici di M4 e Pietro Salini, amministratore delegato della Salini Impregilo, che si occupa dei lavori di realizzazione dell'infrastruttura.

Il tragico incidente

È morto alle 20 di lunedì al San Paolo Raffaele Ielpo, 42 anni, il tecnico specializzato che poco meno di un’ora e mezza prima era stato travolto a 18 metri di profondità da un cedimento della parte superiore dello scavo all’interno del quale stava lavorando, nel cantiere della metropolitana blu in piazza Tirana. L'uomo stava facendo misurazioni nel sottosuolo per calcolare l’altezza del muro di un’uscita d’emergenza. Alcuni pezzi di pietra si sono staccati e lo hanno colpito in pieno petto: quando i soccorritori sono riusciti a liberarlo, il quarantaduenne era già in arresto cardiocircolatorio. Il cuore non è mai ripartito. Sul posto, oltre i soccorsui, carabinieri della Magenta, guidati dal maggiore Fabio Manzo e dal capitano Alfonso Sammaria, e i tecnici dell’Ats, chiamati ad accertare le cause dell’incidente; stando a quanto risulta, Ielpo indossava il caschetto di sicurezza e tutto l’equipaggiamento necessario. Del resto, il quarantaduenne, originario di Lauria, in Basilicata, era un esperto nel campo della costruzione di metropolitane.