Cpr di via Corelli commissariato: "Migranti in condizioni inumane e illecito vantaggio economico"

Bloccato l’appalto alla società di Salerno che avrebbe dovuto gestire la struttura per il 2024. Nominato un commercialista che si occuperà delle urgenze e di risanare la situazione .

Sarà il commercialista Giovanni Falconieri, nominato dal Tribunale, a gestire d’urgenza il centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli, da ieri commissariato. La decisione arriva dal gip Livio Cristofano, che ha accolto la richiesta dei pm Paolo Storari e Giovanna Cavalleri e convalidato il sequestro preventivo d’urgenza del 13 dicembre. A gestire il Cpr era la società Martinina srl, con sede in provincia di Salerno: l’inchiesta ha fatto emergere le condizioni "disumane" in cui venivano tenuti i migranti. Il giudice, tra l’altro, con un altro provvedimento distinto, sempre su istanza dei pm, ha disposto il divieto per la srl di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno.

Gli inquirenti, dopo un’ispezione nel Cpr il primo dicembre, hanno scoperto anche che il 13 novembre la Prefettura aveva "rinnovato il contratto" con l’azienda – che aveva già vinto l’appalto da circa 4,4 milioni di euro nel 2022 – per la gestione del Cpr per un altro anno, fino al 31 dicembre 2024. Da qui la necessità, per la Procura, di bloccare "la situazione di illegalità in atto", che aveva causato "pesanti conseguenze" sui migranti. Ieri la convalida del gip che ha portato di fatto al commissariamento del Cpr. Il gip Cristofano mette in luce come dall’inchiesta emerga che la società non avrebbe utilizzato la "diaria" prevista per le esigenze di ogni singolo migrante, a cui non venivano, in pratica, offerti i servizi indicati nel contratto con la Prefettura.

La Martinina srl ha portato avanti la sua attività "fraudolenta e truffaldina" ai danni di "persone vulnerabili", ossia i migranti trattenuti nel Cpr di via Corelli, "con profitti illeciti di una certa consistenza". Questa "gestione praticamente inesistente e lasciata allo sbando" è stata "probabilmente assegnata" dalla commissione giudicatrice di Palazzo Diotti Prefettura anche "grazie alla presentazione di una sequela di protocolli e di convenzioni, connotati da una falsità di sorprendente e non comune disinvoltura, mai verificati e controllati". Così si legge nell’ordinanza con cui è stato convalidato il sequestro preventivo della società. Nel provvedimento sono riportate tutte le testimonianze e vengono citate le immagini e i video che già nei giorni scorsi hanno fatto venire a galla la condizione "infernale" in cui vivevano i migranti, tra "cibo pieno di vermi", assenza di mediatori culturali e linguistici, l’uso costante di psicofarmaci, letti e bagni fatiscenti e non solo. Tra i video citati dal giudice quello in cui si vede, ad esempio, "una persona a terra nel piazzale del Cpr appoggiata su una sorta di materasso di spugna", che "emette gemiti di estrema sofferenza", ma "invano in quanto ignorato da tutti".

Non offrendo servizi, la srl avrebbe "tratto un illecito vantaggio economico d’importo considerevole" su un contratto per la gestione da quasi 4,4 milioni di euro. Profitto che appare "piuttosto rilevante" in considerazione "della significativa corresponsione economica pubblica per ciascun ospite della struttura". L’esito dell’ispezione nel centro del primo dicembre da parte dei finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria – scrive il gip nell’altro provvedimento che ha disposto per la srl il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione – ha documentato una "condizione igienico-sanitaria assolutamente insufficiente e degradante". Negli atti c’è anche il rinvio a giudizio ad Avellino per i due amministratori della società, accusati di "inadempimento di contratti di pubbliche forniture" in relazione alla gestione con un’altra azienda di "strutture destinate all’accoglienza di stranieri" proprio nella città campana.

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