Sono intervenuti polizia e ambulanza
Sono intervenuti polizia e ambulanza

Milano, 14 aprile 2018 - L'approccio al bancone. Le due donne che respingono le avances. I mariti che arrivano per difendere le rispettive consorti e finiscono accoltellati. Notte movimentata in un noto locale per scambisti di Milano. Siamo in fondo a via Ripamonti, lo stradone che conduce all’hinterland sud della città. Nel locale – in passato coinvolto in una diatriba giudiziaria perché realizzato nel 1999 all’interno di una villetta con giardino confiscata dallo Stato come bene acquistato dal pregiudicato Giuseppe Molluso coi proventi di traffici illeciti – è in programma come ogni giovedì la “Cuckold Night”: dedicata «ai singoli e alle coppie che li gradiscono», si legge sul profilo Facebook, richiesti «buonumore, voglia di divertirsi e una giusta quantità di trasgressione...».

Qualcuno esagera, però. Sì, perché attorno all’1.30 succede qualcosa. Due uomini si avvicinano a due signore che stanno sorseggiando un drink e probabilmente avanzano una proposta piuttosto esplicita sul proseguimento della serata. Le corteggiate non ne vogliono sapere. Passano pochi secondi, ed ecco materializzarsi i due coniugi. La discussione si anima subito, nonostante la maggior parte dei frequentatori del locale siano tutti avvezzi alla pratica dello “swinging”, lo scambio di coppia. Tra i quattro litiganti si inserisce pure un dipendente, un 40enne bengalese, che però non riesce a placare i bollenti spiriti. Il faccia a faccia si fa sempre più acceso, spostandosi pian piano verso l’uscita del club. Fin quando spunta un coltello: uno dei due corteggiatori respinti, stando a quanto ricostruito, inizia a colpire i rivali con una serie di fendenti; nel parapiglia viene ferito pure il 40enne che si era messo in mezzo. A quel punto, i due aggressori scappano in macchina, riuscendo a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

In via Ripamonti arrivano le ambulanze del 118: il 53enne G.T. finisce in ospedale in codice rosso, mentre gli altri due accoltellati, il 51enne G.P. e il 40enne bengalese A.K., vengono soccorsi in condizioni meno preoccupanti; nessuno dei tre, comunque, dovrebbe essere in pericolo di vita. Sul posto arrivano anche gli agenti della Squadra mobile, che iniziano a raccogliere le testimonianze dei presenti per arrivare all’identificazione degli aggressori: non è escluso che in un locale come questo (chiuso per 30 giorni dalla Questura) ci si debba registrare all’ingresso; circostanza che potrebbe aiutare gli investigatori coordinati dal dirigente Lorenzo Bucossi, ammesso che i ricercati abbiano usato i loro veri nomi. In ogni caso, l’accoltellatore e il complice hanno le ore contate: sembra che uno dei due sia stato individuato ieri mattina dai poliziotti, anche se le verifiche sono proseguite fino a sera