I partecipanti al primo corso per andare in bici organizzato gratuitamente da Ciclobby
I partecipanti al primo corso per andare in bici organizzato gratuitamente da Ciclobby

Milano, 8 settembre 2019 - La più piccola partecipante ha sei anni, la più grande 71. In sedici – quasi tutte donne, un solo giovane «lui» – ieri mattina hanno aderito al primo corso, organizzato gratuitamente da Fiab Milano Ciclobby, per imparare ad andare in bicicletta. Tre ore di lezione, nello spiazzo tra l’Arena Civica e il Parco Sempione, per superare la paura delle due ruote, in compagnia di una decina di volontari che hanno rivelato il segreto per conservare l’equilibrio in sella, con simpatica leggerezza. Guia Biscaro, presidente milanese di Fiab Ciclobby, associazione che difende i diritti dei ciclisti e conta 1.100 soci, spiega che finora erano state impartite solo lezioni private: «Questo è il nostro primo corso pubblico, nato con l’obiettivo di regalare a tutti la libertà di spostarsi in bici. Non sarà l’ultimo, visto l’interesse che ha suscitato». Perché tante donne? «C’è chi non ha mai imparato per i motivi più vari, incluso il fatto che nel passato venisse considerata un’attività sconveniente per il gentil sesso. Altre hanno avuto un’esperienza negativa durante l’infanzia e non l’hanno voluta più ripetere» ragiona la presidente.

Ai principianti assoluti sono state fornite le biciclette, concesse da Rossignoli, prive di pedali all’inizio. Perché mai? «Perché è importante prendere confidenza con il mezzo spingendosi solo coi piedi. I pedali sarebbero solo un intralcio» spiega Paolo Piffer, volontario di Ciclobby. Un metodo pedagogico che funziona perché la maggior parte, dopo un po’, chiede i pedali per fare il suo primo elettrizzante giro in bicicletta. Succede a una giovane social media manager, Liliana Albano, 24 anni: «Da piccola mi era capitato di cadere e le strade di Napoli con il traffico non erano le più adatte per imparare. Da quando mi sono trasferita a Milano mi sono detta che dovevo colmare questa lacuna. La bici è il mezzo migliore per muoversi in città. Ero venuta con l’idea di indossare un casco e delle ginocchiere… Ma gli istruttori sono stati bravissimi a non metterci pressione. Peraltro nessuno è caduto rovinosamente a terra».

Un plauso ai maestri arriva anche dall’unico ragazzo presente, un 23enne di origini albanese, Oraldo Dosu. «Da bambino avevo a disposizione solo modelli per adulti: non riuscivo mai a toccare coi piedi e questo mi incuteva terrore. I volontari mi hanno infuso sicurezza. Il prossimo passo sarà muoversi in una strada vera». L’invito a proseguire con le due ruote è arrivato anche da Pinar Pinzuti, coordinatrice internazionale della Fancy Women Bike Ride, la pedalata femminile più colorata del mondo. L’iniziativa nata in Turchia nel 2013 come strumento di emancipazione, anche quest’anno - per Milano è la seconda edizione - metterà in sella migliaia di donne il 22 settembre in 120 città, come Roma, Berlino, Londra, Vancouver: «Per partecipare basta presentarsi domenica 22 alle 16 in piazza Duomo. Niente tute, meglio vestirsi in modo «esagerato». Il percorso sarà in centro e alla portata di tutti» assicura Pinzuti.