ANNA GIORGI
Cronaca

Caso Genovese: lui, la ex e il socio: spunta un altro stupro di gruppo

L’ex re delle startup assicurative chiede di essere sentito dalla pm Rosaria Stagnaro. Per la gravità dei reati commessi deve stare in carcere. E deve rispondere anche di pedopornografia

Alberto Genovese

Alberto Genovese

Milano, 11 marzo 2023 -  Hanno chiesto di essere di nuovo interrogati dalla pm Rosaria Stagnaro, Alberto Genovese , guru milionario delle startup, il suo ex collaboratore a “Terrazza Sentimento“ Daniele Leali, e la ex fidanzata di Genovese, nel filone “bis“ dell’inchiesta che si aggiunge alla prima finita con una condanna ricalcolata a 6 anni e 11 mesi per il manager bocconiano. La costola della prima inchiesta riguarda altri due casi di stupri di gruppo che sarebbero avvenuti nella villa di Ibiza. Ce ne sarebbe anche un terzo, la giovane vittima però, non ha voluto sporgere denuncia, ma trattandosi di una violenza di gruppo accertata, la procura procederà d’ufficio alla contestazione. Chiuse le indagini, dopo gli interrogatori, la Procura chiederà il rinvio a giudizio. L’ex imprenditore, in questa tranche sempre condotta dalla Squadra mobile e coordinata dall’aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini, è accusato di avere messo a segno le violenze sempre con lo stesso schema, cioè droga, benzodiazepine e poi ore di violenze. Agli stupri si aggiunge anche la contestazione della detenzione di materiale pedopornografico. ll gup Chiara Valori, nei giorni scorsi, aveva respinto l’opposizione della difesa sul ricalcolo della pena che aveva effettuato lo stesso giudice. Il gup, a settembre, aveva emesso la sentenza di condanna, poi ricalcolandolo al ribasso la pena (da 8 anni e 4 mesi a poco meno di 7 anni) dopo la rinuncia ad impugnare in appello, sulla base delle nuove norme della legge Cartabia. I legali hanno poi contestato l’entità del ricalcolo, chiedendo un ribasso, la decisione ha accolto, invece, la linea della pm Adriana Blasco di conferma della condanna. Sempre su ordine della pm Blasco dell’Ufficio esecuzione della Procura milanese, a febbraio a carico dell’ex fondatore di start up, che si trovava ai domiciliari in una clinica per disintossicarsi, era stato eseguito un provvedimento di esecuzione pena con carcerazione dopo la condanna.

Secondo la Procura, i reati per i quali è stato condannato Genovese sono ostativi alla concessione dei domiciliari e il suo residuo pena, tenuto anche conto del "pre-sofferto" (il tempo in misura cautelare), supera i 4 anni. Tornato in carcere, quindi, è stato trasferito, sempre in esecuzione della condanna definitiva, dal carcere di Lecco a quello di Bollate. La difesa ora potrebbe puntare a chiedere la scarcerazione, sulla base delle esigenze di cura e riabilitazione del manager, con istanza al Tribunale di Sorveglianza. L’ex imprenditore del web attende di essere interrogato insieme all’ex socio che, dopo il presunto stupro di Terrazza Sentimento, era volato all’estero.