Le Trottoir, addio a piazza XXIV maggio: al suo posto l’Osteria dei Binari. “Non ce ne andiamo, faremo causa al Comune”

Chiude lo storico locale amato da Andrea G. Pinketts nel casello del dazio. I gestori: “Da Palazzo Marino vogliamo 7 milioni di euro di risarcimento”

Il casello in Porta Ticinese dove aveva sede lo storico locale Trottoir

Il casello in Porta Ticinese dove aveva sede lo storico locale Trottoir

Milano – Addio a Le Trottoir, il locale frequentato dallo scrittore Andrea G. Pinketts, scomparso nel 2018. O no? Nell’ex casello daziario sul lato est di piazza XXIV Maggio, poco distante dalla Darsena, “entra l’Osteria dei Binari, o meglio, il locale che ha la sua storica sede in via Tortona 1 aprirà un nuovo spazio chiamato Il Casello dei Binari proprio nei 335 metri quadrati di Porta Ticinese.

La commissione tecnica comunale che fa capo all’assessorato al Demanio guidato da Emmanuel Conte ieri ha aperto le buste, confrontato i punteggi per progetti e offerte economiche e decretato il risultato. Le offerte arrivate negli uffici comunali di via Larga per l’ex casello di piazza XXIV Maggio erano 11, alla fine l’ha spuntata di poco, con il punteggio complessivo di 90,42, la Taboga srl, la società che gestisce l’Osteria dei Binari e, prossimamente, il Casello dei Binari. Il nuovo inquilino verserà nelle casse di Palazzo Marino 97mila euro all’anno (la base d’asta era di 44.987 euro). Al secondo posto, con 90 punti, a pochi decimali dal vincitore, si è piazzato Jacopo Delle Grottaglie, fondatore di Ape, tra le principali società milanesi per l’organizzazione di eventi.

In corsa c’era anche la società che gestiva Le Trottoir, che però ha offerto solo 60 mila euro di affitto annuo. Troppo poco per competere con Osteria dei Binari e Ape. Ma Massimo Mannarelli e Michelle Vasseur, gestori e anime de Le Trottoir, non ci stanno: "Faremo ricorso ex articolo 700 e una causa civile contro il Comune, vogliamo i soldi che l’amministrazione ci ha impedito di incassare quando installò qui intorno il cantiere per l’Expo 2015 e ci costrinse a restar chiusi per quasi due anni. Vogliamo un risarcimento di 7 milioni di euro. E non abbiano nessuna intenzione di lasciare il locale finché la giustizia non farà il suo corso".

Intanto Matteo Denti, figlio del fondatore dell’Osteria dei Binari, spiega: "Apriremo “Il Casello dei Binari’’, un altro ristorante di cucina milanese che resterà in funzione dalla mattina alla sera, con colazioni e merende, pranzi e cene. Il menù è quello tradizionale: ossobuco con il risotto giallo, cotoletta alla milanese. Speriamo che il Comune sistemi la Darsena, dove oggi la situazione è pericolosa".

La commissione tecnica ieri ha aperto le buste ed assegnato anche gli spazi dei due ex caselli daziari in piazza Cinque Giornate. Per il casello sul lato nord della piazza è arrivata una sola offerta, quella di L’Astrolabio srl, un’agenzia di viaggi. Spazio aggiudicato per 48 mila euro di canone annuo (la base d’asta era di 41.618 euro). Per il casello sul lato sud, invece, le offerte sono state due e a prevalere è stata G.G. srl, una società che nello spazio di 140 mq aprirà un bar dedicato all’arte (55 mila euro di canone annuo): al primo piano mostre a rotazione. Conte sottolinea che i bandi non sono serviti non solo "per mettere a reddito" gli ex caselli ma anche per "ricollegarli alla vita della città, rendendoli spazi attrattivi e accessibili".

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