Caos pensioni e sussidi anti-povertà: "Anno record per le richieste d’aiuto"

Oltre 90mila persone si sono rivolte agli sportelli sociali dello Spi Cgil Lombardia, accessi aumentati del 64%. Dalle rette insostenibili per le Rsa alle difficoltà economiche delle famiglie. "Segnali preoccupanti". .

Caos pensioni e sussidi anti-povertà: "Anno record per le richieste d’aiuto"

Caos pensioni e sussidi anti-povertà: "Anno record per le richieste d’aiuto"

di Andrea Gianni

MILANO

Un boom di richieste di aiuto per assistenza alla famiglia o alla disabilità, dall’assegno unico alla carta acquisti. Un aumento altrettanto consistente per problemi previdenziali, legati alle pensioni. Per gli oltre 200 sportelli sociali gestiti dal sindacato Spi Cgil in Lombardia il 2023 è stato l’anno record, con il "numero più alto mai registrato di accessi" da parte di famiglie, lavoratori e pensionati. Uno specchio della crisi e delle difficoltà economiche che stanno attraversando le famiglie lombarde, con la corsa verso sussidi e nuove richieste di assistenza. L’anno scorso sono stati oltre 90mila i lombardi che hanno bussato alla porta degli sportelli, il 64% di accessi in più rispetto al 2022. Una platea composta da pensionati o persone di tutte le età che stanno ancora lavorando: il 54% donne, il 47% uomini.

Si tratta di un numero mai raggiunto prima, sottolinea lo Spi Cgil Lombardia, "un segnale inequivocabile di quanto purtroppo stia aumentando la richiesta di assistenza sociale da parte della popolazione".

Gran parte degli utenti, circa 66mila, hanno sfruttato lo sportello sociale come punto di accesso ai più classici servizi fiscali e di patronato della Cgil: modello 730, Isee, Red, imposte comunali e altri servizi. Numeri più o meno in linea con il passato, mentre l’exploit, pari al 66%, si è registrato su altre due macroaree, quelle legate anche all’assistenza per bisogni economici. Circa 16mila persone, infatti, si sono rivolte agli sportelli per problemi previdenziali: estratti conto contributivi, verifica sulle pensioni, controllo quattordicesima, pensione di reversibilità, informazioni varie sulle pensioni e altro. Oltre ottomila, invece sono stati gli accessi per richieste riguardanti assistenza alla famiglia o alla disabilità. Dall’assegno unico alle successioni, dalle esenzioni sui ticket sanitari alla maternità, fino a bonus e agevolazioni varie, come la carta acquisti utilizzabile per spese alimentari e sanitarie e per il pagamento delle bollette. "Questi dati fotografano e confermano la crescita delle difficoltà economiche delle famiglie lombarde", sottolinea Vincenzo Bevilacqua, responsabile sportelli sociali dello Spi Lombardia. Altri mille utenti si sono infine rivolti al sindacato per bisogni sociosanitari relativi a Rsa o assistenza domiciliare. In questo caso i problemi maggiormente riscontrati riguardano l’insostenibilità delle rette e la carenza di servizi per le cure a domicilio.

"Questa situazione, in particolare, è destinata a peggiorare a causa della recente delibera della Regione Lombardia che taglia pesantemente i contributi economici in favore della disabilità e della non autosufficienza – attacca Federica Trapletti, della segreteria regionale dello Spi – in assenza di una rete di servizi di supporto efficiente". L’aumento degli accessi indica anche la necessità delle persone di un aiuto per orientarsi nei meandri della burocrazia, anche perché la digitalizzazione sempre più spinta per servizi erogati dall’Inps o da altri enti taglia fuori una fascia di popolazione alzando barriere non solo per i più anziani. "Con lo sportello sociale e la calcolatrice dei diritti, lo Spi continua ad essere un riferimento nel territorio per tutte quelle persone che non conoscono i loro diritti o non sanno come districarsi nelle pratiche burocratiche – conclude Trapletti – anche alla luce del fatto che le istituzioni adottano sempre di più sistemi informatici che di fatto escludono le persone più fragili".

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