Bresso (Milano), 24 luglio 2018 - Un morto e altre 14 persone colpite dalla legionella in meno di dieci giorni. Torna l’incubo del batterio killer tra Bresso, Cormano e Cusano. Con un anziano di 94 anni è deceduto nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Bassini di Cinisello in seguito alle complicazioni della malattia respiratoria. “Epicentro”, ancora Bresso.

Come quattro anni fa, sei infezioni in pochi giorni con un caso mortale. Il numero di casi è cresciuto nel corso del week-end. Già sabato erano saliti a sei, dei quali quattro bressesi, un cormanese e una donna di Cusano Milanino, che però durante la giornata lavora a Bresso. Poi, tra domenica e lunedì si è avuta notizia degli altri nove casi che si trovano ricoverati tra l’ospedale Bassini e il Niguarda in preda ai sintomi di polmonite che potrebbero essere stati provocati dal batterio della legionella. L’amministrazione comunale di Bresso si sta occupando di coordinare le informazioni con le autorità sanitarie, gli operatori locali e gli stessi cittadini, fornendo informazioni in modo tempestivo su quanto sta accadendo. Le persone infettate sono quasi tutte anziane. La legionellosi si diffonde attraverso il vapore acqueo, come per esempio quello che fuoriesce dalla doccia calda, e colpisce soprattutto gli anziani e le persone con basse difese immunitarie. Non si tratta di un’emergenza generalizzata, tuttavia, il numero così elevato di casi circoscritti a un territorio del Nord Milano fa pensare che vi sia stato un elemento scatenante che è da ricercare negli impianti idrici.

Il sindaco Simone Cairo, che nel weekend aveva personalmente visitato gli ospedali per fare il conto dei possibili pazienti infettati e per portare il conforto del suo Comune, ha tracciato una mappa delle infezioni. Si tratta di un territorio ristretto che sarebbe in buona parte sovrapponibile a quello dell’emergenza 2014. Tutti gli amministratori di condominio sono stati sensibilizzati ad eseguire piani di manutenzione agli impianti sanitari, soprattutto perché gran parte dei palazzi di Bresso sono degli anni Sessanta e Settanta, con problemi di vecchiaia delle tubature. Inoltre è stato istituito un tavolo di coordinamento con i tecnici dell’Ats (Agenzia di tutela della salute) e con il Cap, il Consorzio acqua potabile, per cercare di identificare i possibili punti critici dai quali potrebbe essere iniziata l’infezione. Tra i luoghi sotto osservazione c’è anche un cantiere lungo via Cadorna al confine tra Bresso e Cormano, partito il 3 luglio per lavori sull’impianto idrico. Tuttavia Cap ha confermato di non aver ancora collegato i nuovi impianti alla rete idrica e dunque di non aver operato sull’acquedotto.