Milano, 13 settembre 2018 - Oscuramento dei siti mediante Internet service provider, e un’ipotesi di reato pesante come un macigno: istigazione al suicidio. La Procura di Milano ha dato mandato alla polizia postale di rimuovere tutti i video che sul web diffondono la pratica del blackout, sempre più diffusa tra i minorenni: la sfida consiste nel soffocarsi per sperimentare le stesse sensazioni di quando si sta morendo, o l’euforia di quando a 7mila metri di quota ci si trova senza ossigeno. La stessa sfida che avrebbe portato alla morte di Igor Maj, il 14enne trovato impiccato nella sua cameretta una settimana fa, probabilmente proprio a causa del folle gioco scovato online. Dalla cronologia del cellulare del ragazzo, passata al setaccio dai carabinieri della stazione Monforte, è emerso che tra gli ultimi video visualizzati, nella tarda mattinata del 6 settembre, ce n’è uno della durata di 4 minuti e 21 secondi dal titolo «5 challenge pericolosissime che i ragazzi fanno per internet» (con 890mila clic su YouTube): tra adolescenti che si sballano ingurgitando bottiglie di vodka o che si fanno riprendere in bilico su superfici ridottissime, al punto 5 spuntano immagini di giovanissimi con una cravatta stretta attorno al collo o con un amico alle spalle che gli pratica una pressione col braccio all’altezza della carotide.

Il sequestro preventivo d’urgenza dei siti in cui vengono pubblicati video, tutorial e messaggi di questo genere è stato emesso d’urgenza dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal sostituto Letizia Mocciaro: «La diffusione dei video – scrive la Procura – non sarebbe tecnicamente possibile senza l’operato di tutti i siti che ospitano sulla propria piattaforma i file che inducono a questa macabra pratica del blackout. Per questo – si legge ancora nel decreto – è evidente che proprio l’oscuramento dei siti mediante lo strumento dell’ordine di inibitoria agli Internet service provider si pone come unico, ultimo e necessario strumento di contrasto alla diffusione in rete del materiale relativo alla sfida». 

Per questo motivo, i pm hanno chiesto anche «la contestuale deindicizzazione degli stessi dai motori di ricerca Google e Microsoft, nonché il blocco dei domini internet a tutti coloro che chiedono la connessione con conseguente inibizione dell’accesso a tali siti». Nel provvedimento si legge anche: «Si tratta di capire chi vi sia dietro questo macabro gioco e, soprattutto, se Igor sia stato indotto psicologicamente o obbligato a compiere tale gesto estremo da parte di qualcuno». I pm spiegano che «di questa pratica assurda si era iniziato a parlare a febbraio, quando un altro 14enne venne trovato in fin di vita a Tivoli, strangolato dal cavo della sua Playstation, poi morto qualche giorno dopo all’ospedale Gemelli». L’esito dell’autopsia, eseguita nei giorni scorsi, aiuterà gli inquirenti a chiarire meglio le circostanze della morte del ragazzo, anche se sarà complicato capire se Igor si sia suicidato o se sia invece rimasto tragicamente vittima di un gioco sfuggitogli di mano, come farebbe ipotizzare la posizione in cui è stato rinvenuto il cadavere e quel video visualizzato poco prima di morire.