Marco Baldini e Rosario Fiorello ai tempi di 'Viva Radio 2' (Ansa)
Marco Baldini e Rosario Fiorello ai tempi di 'Viva Radio 2' (Ansa)

Milano, 23 novembre 2016 - Marco Baldini si era infilato in un brutto guaio. Uno dei tanti, che lui peraltro ha già ammesso di aver passato per via del vizio del gioco e dei debiti. Ora il nome del conduttore radiofonico spunta nelle carte dell’inchiesta Rubens (LEGGI), l’operazione della Squadra mobile di Milano che ha smantellato due organizzazioni criminali che gestivano traffico e spaccio di cocaina e marijuana sulla piazza meneghina e non solo: 31 persone in manette, quasi 60 chili di coca sequestrati tra Italia e Perù. Una maxi operazione quella messa a segno dagli agenti coordinati dal dirigente Lorenzo Bucossi, che si sono guadagnati i complimenti del ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Questi risultati rafforzano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Cosa c’entra Baldini? Nulla con l’indagine, è bene chiarirlo. C’entra, invece, con uno degli indagati, Carlo Zacco: figlio di quell’Antonino detto «Nino il Bello» già arrestato nel 1990 per la «Duomo Connection », è considerato il capo di uno dei gruppi finiti nella rete.

I primi contatti tra i due vengono intercettati nel settembre 2013: Zacco inizia a mandare messaggi a Baldini. Perché? Rivuole i 10mila euro che gli ha prestato. Baldini prende tempo. Il 27 novembre sembra fatta: «Ho firmato il contratto... il che vuol dire finalmente domani mattina lo portano in banca e nel giro di pochissimo abbiamo i soldi... è poco, una mezza piotta (50mila euro)... pago quello che devo pagare». «Ah bene Marco, aggiornami tu», replica Zacco. Il 4 dicembre i due si accordano: «Io ti darei subito 10mila euro e subito dopo Natale ti do il resto...». Passano i giorni, ma i soldi non arrivano: «Domani pomeriggio ti chiamo, spero con buone notizie», dice Baldini il 27 dicembre. E Zacco: «Non sperare, agisci». Altro inconveniente: il 30 dicembre Baldini si procura la frattura della spalla e un trauma cranico in un incidente. Il 10 gennaio 2014 altro scambio di sms: Baldini riferisce a Zacco che sta per chiudere un accordo per un programma in Rai con lo storico partner Fiorello. In realtà, il conduttore non parla benissimo della star a cui ha sempre fatto da spalla, descrivendolo come uno che pensa soltanto a se stesso. E allora Zacco interviene: «Va bè, chiamami che ci parlo io... io ero un mafioso... capito... questi fanno le prepotenze». Forse a quel punto Baldini capisce che la situazione gli è sfuggita di mano, tanto che, come dichiarerà in un’intervista, rinuncia allo show per evitare che Fiorello «subisca in qualche modo gli effetti delle numerose pressioni cui i suoi creditori lo stanno sottoponendo».