Gli agenti della polizia locale di Milano sono sul piede di guerra per l’introduzione del badge per rilevare le presenze al lavoro
Gli agenti della polizia locale di Milano sono sul piede di guerra per l’introduzione del badge per rilevare le presenze al lavoro

Milano, 25 aprile 2019 - Hanno stampato 15mila volantini, da distribuire nei mercati comunali. Le t-shirt - con stampata la scritta «noi non ci stanchiamo» - sono già pronte. Sono all’orizzonte nuove iniziative di protesta da parte degli agenti della polizia locale, sul piede di guerra per l’introduzione del badge per la rilevazione elettronica delle presenze. Ieri un incontro in prefettura si è concluso con una fumata nera: il Comune e i vigili non fanno marcia indietro. «Si prende atto delle diverse posizioni - si legge nel verbale dell’incontro - e dell’impossibilità, al momento, di addivenire ad una loro conciliazione». Partirà quindi un volantinaggio degli agenti sulle strade e nei mercati comunali. «Stiamo scegliendo le zone - spiega il segretario del sindacato Sulpm, Daniele Vincini - parleremo con i cittadini e distribuiremo volantini per far capire che il sindaco Sala sta fallendo l’obiettivo sulla sicurezza. La guerra continua».

Per il prossimo grande evento a Milano, l’Adunata nazionale degli Alpini che si terrà dal 10 al 12 maggio, per ora non dovrebbero esserci problemi. «È una ricorrenza importante - prosegue Vincini - e vogliamo evitare mobilitazioni. Noi non ce l’abbiamo con gli Alpini, ma con l’amministrazione comunale». Intanto il caso Stramilano è finito in Parlamento. Quattro deputati della Lega e uno del Movimento 5 Stelle hanno presentato due interrogazioni parlamentari al ministro dell’Interno Matteo Salvini per chiedere conto dei disagi avvenuti durante la corsa podistica andata in scena poco meno di un mese fa. Al centro i problemi registrati ad alcuni varchi, in particolare quelli monitorati dal personale Asa, i volontari schierati dal Comune in ausilio agli agenti della polizia locale: auto lungo il tracciato, code agli incroci in attesa del passaggio degli atleti in gara e persino una runner urtata da una moto. Dopo aver sottolineato che «la mancanza degli organi di polizia stradale ha indubbiamente costituito una riduzione degli standard di sicurezza», i quattro deputati del Carroccio hanno chiesto «se e quali iniziative di competenza il ministro intenda adottare per garantire, in città come Milano, interessata da diversi eventi simili nel corso dell’anno, l’incolumità e la sicurezza delle persone»; sulla stessa linea il testo del documento presentato dal M5s. Sulla questione badge i sindacati anti-cartellino Sulpm, Adl e Sgb avevano rinnovato lo stato di agitazione, già proclamato lo scorso 26 ottobre, inviando una lettera al prefetto Renato Saccone, al sindaco Giuseppe Sala e alla Commissione di garanzia per il diritto allo sciopero nei servizi pubblici (e per conoscenza al comandante di piazza Beccaria Marco Ciacci).

Tra i motivi di malcontento anche la mancata corresponsione dell’indennità di ordine pubblico per gli agenti impegnati nel dispositivo di sicurezza del centro città alla paventata assenza di «idonei locali ove riporre l’arma di ordinanza alla fine del turno di servizio». Rivendicazioni che si vanno ad aggiungere a quelle già emerse nei mesi scorsi, a cominciare proprio dalla contrarietà alla rilevazione elettronica della presenza. Ieri l’incontro si è concluso quindi con un nulla di fatto, e posizioni che restano agli antipodi. Il direttore del personale di Palazzo Marino, Valerio Iossa, ha respinto le accuse di «mancata apertura» e «inerzia» avanzate dai sindacati, ricordando che «la rilevazione elettronica delle presenze costituisce adempimento contrattuale e normativo» anche per i vigili urbani.