L’autovelox di viale Fulvio Testi
L’autovelox di viale Fulvio Testi

Milano, 19 febbraio 2019 - «Mancata omologazione dell’apparecchiatura utilizzata». È la motivazione con la quale il Giudice di Pace ha accolto il ricorso di un automobilista, difeso dall’associazione Globoconsumatori, sanzionato per otto volte dall’autovelox di viale Fulvio Testi. Una vicenda raccontata su queste pagine lo scorso dicembre, quando il ricorso (che riguarda sei verbali) era stato accolto. Il punto di viale Fulvio Testi interessato è all’altezza dei pali della luce 10 e 11, tra viale Ca’ Granda e piazzale Istria, dove il limite di velocità passa da 70 a 50 chilometri orari e dove in entrambe le direzioni di marcia sono state montate le apparecchiature. Questo cittadino si era visto recapitare le multe (40 euro circa per ogni verbale) per aver superato il limite di velocità, non le ha pagate e ha presentato ricorso al Giudice di Pace.

Ricorso accolto a dicembre. Ora, nero su bianco, ecco le motivazioni, depositate nei giorni scorsi. «Il ricorrente evidenziava che l’apparecchiatura elettronica in questione, denominata T-Expeed V 2.0, non risulta aver ottenuto l’omologazione da parte del ministero dello Sviluppo Economico, ma solo un’approvazione da parte del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (Mit) mediante determine dirigenziali», mentre «il Comune depositava due determine dirigenziali del Mit, confermando l’avvenuta approvazione dell’apparecchiatura utilizzata, in luogo dell’omologazione, affermando che i due termini vengono utilizzati dal Codice della strada quali sinonimi. Ribadiva la correttezza e la legittimità dell’accertamento, chiedendo il rigetto del ricorso».

Il giudice ha ritenuto il ricorso fondato, sottolineando che «l’uso promiscuo e alternativo dei termini omologazione e approvazione è solamente apparente, trattandosi di due procedure completamente diverse». E «stando alla documentazione depositata dal Comune, l’apparecchiatura non sarebbe mai stata omologata, bensì approvata con due successive determine dirigenziali del Mit».

Conclusione, annota il giudice, «le risultanze dell’apparecchiatura utilizzata, non essendo stata debitamente omologata, non possono essere utilizzate ai fini della contestazione della violazione». Quindi, ricorso accolto e verbali annullati. «Questa è una sentenza storica – sottolinea Mario Gatto, presidente di Globoconsumatori – perché il Comune stavolta si era costituito, a differenza dei casi precedenti, era quindi presente in udienza e ha depositato le sue motivazioni. Con tutta probabilità farà appello, si andrà avanti. Ma intanto si è creato un precedente importante e si apre un capitolo particolare che riguarda tutti gli autovelox, se tutte le multe risultassero elevate con apparecchiature non idonee» E i multati che hanno già pagato? «Avendo già pagato, non possono presentare ricorso. Riteniamo in ogni caso che si debba fare chiarezza sugli strumenti utilizzati e che sia arrivato il momento di farlo».