Assoluzione piena anche in appello dopo quella registrata in prino grado per i due carabinieri accusati da un pusher. Il vicebrigadiere, oggi in forza in una città della bergamasca, e l’appuntato scelto, oggi in pensione, all’epoca dei fatti, 2016-2017, erano in servizio al comando compagnia carabinieri di Cassano. I due militari dell’Arma erano finiti nel mirino della giustizia con le accuse di peculato, detenzione illecita di sostanze stupefacenti, calunnia, arresto illegale e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Nel processo di primo grado, ottobre 2019, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 16 e 17 anni ma il difensore dei due carabinieri, avvocato Norberto Argento, aveva smontato pezzo per pezzo i capi d’accusa ottenendo la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”. L’accusa è ricorsa in appello dove lunedì è stata riconfermata la piena assoluzione per i due imputati. Ste.Da.