NICOLA PALMA
Cronaca

Andrea Casieri estradato: l'anarchico Casper il pirata dalla Francia al carcere di Sanremo

I poliziotti francesi lo accompagnano alla frontiera di Ventimiglia: deve scontare 4 anni e 9 mesi per gli scontri a Milano per Expo

Andrea Casieri (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Andrea Casieri (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Milano - Casper il pirata è stato estradato. Ieri i poliziotti francesi lo hanno consegnato ai colleghi italiani di stanza alla frontiera di Ventimiglia; e da lì l’anarchico di 43 anni è stato trasferito nel carcere di Sanremo per scontare un cumulo pene di 4 anni e 9 mesi per resistenza e violenza aggravate a pubblico ufficiale e illecito utilizzo di mezzi di travisamento in manifestazioni pubbliche. Si è chiuso così l’iter giudiziario iniziato quasi tre mesi fa, quando i carabinieri della Catturandi del Nucleo investigativo di via Moscova, coordinati dal capitano Domenico Rana, avevano scovato Andrea Casieri in un paesino di 48 anime abbarbicato sui Pirenei, vicino al confine con la Spagna, e attivato le forze dell’ordine d’Oltralpe per arrestarlo, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale.

Lì l’antagonista, coinvolto anche negli assalti che andarono in scena in zona Cadorna nel giorno dell’inaugurazione di Expo, si era rifatto una vita insieme alla compagna, senza mai abbandonare i contatti con la galassia antagonista milanese. Ed è proprio grazie al monitoraggio dei social network che gli investigatori dell’Arma sono riusciti a localizzarlo, dando poi indicazioni precise per arrivare alla sua cattura in Francia. Le condanne che "Casper" deve espiare riguardano due episodi distinti. Il primo risale all’8 ottobre 2010, durante una protesta studentesca contro la riforma firmata dall’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: alcuni manifestanti, tra cui Casieri e altri esponenti della Bottiglieria occupata di via Savona, si staccarono all’improvviso dal percorso concordato dalla Questura e si diressero verso la Statale; fu quello il momento del primo contatto con gli agenti in tenuta antisommossa. Poco dopo, la tensione era tornata a salire in una stradina di fianco alla Torre Velasca.

Non è finita . Sì, perché il nome di Casieri è ricomparso cinque anni dopo, il primo maggio del 2015, che avrebbe dovuto restare nella storia della città solo per l’apertura dei cancelli dell’Esposizione universale e che invece fu funestato dalla guerriglia urbana in pieno centro. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, "Casper" partecipò nei giorni precedenti ad alcuni sopralluoghi, studiò percorsi e punti favorevoli per gli attacchi, distribuì ai black bloc arrivati dall’estero piantine e istruzioni per muoversi. Durante le fasi più calde di quel pomeriggio, sempre stando agli atti, guidò movimenti e ritirate mentre "il blocco nero avanzava lungo via Carducci" e chiamò a raccolta i manifestanti rimasti indietro, "esortandoli a ricongiungersi". Risultato: vetrine distrutte, banche assaltate, auto bruciate. Per quei fatti, Casieri ha già scontato circa due anni per misure cautelari. Il resto è stato sommato alla condanna relativa ai reati commessi nel 2010, facendo un cumulo complessivo di 4 anni e 9 mesi. Nell’aprile del 2021, a sentenze ormai passate in giudicato, ormai dell’anarchico si erano perse le tracce. Così qualche mese dopo è scattata l’inchiesta dei carabinieri per capire dove si fosse nascosto. Il 4 ottobre scorso è arrivata la chiusura del cerchio. Qualche giorno prima di finire in manette, il quarantatreenne aveva preannunciato ai suoi follower: "Ciao amici, mi prendo una pausa da Facebook per un bel po’.Vi abbraccio forte. Casper il pirata".

 

 

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