LETTERA:

L’Italia si sa è la patria del melodramma, per cui non c’è da stupirsi che la Tosca abbia riscosso così entusiastici consensi anche tra chi l’ha seguita in televisione. Meno scontato il lunghissimo applauso riservato al Presidente Mattarella che fa ben sperare. Giacomo L. Milano

RISPOSTA:

Al di là dello spettacolo sontuoso, dei lustrini, dei sedici minuti di applausi tributati alla Tosca che ha aperto la stagione della Scala, c’è un segnale che va oltre l’Opera e arriva a tutta Italia. Quei quattro minuti di applausi con cui è stato salutato l’ingresso sul palco reale del presidente della Repubblica (e di Liliana Segre) sono un messaggio chiaro in tempi che consegnano, attraverso indagini e statistiche, una fotografia degli italiani tendenti a essere titubanti, incerti e desiderosi - così si è detto - di un uomo forte. La risposta sta proprio in quei quattro minuti di battimani riservati. Se per le opere esiste una classifica dei tempi raggiunti da ovazioni o stroncature, non esiste una pari graduatoria per il riconoscimento tributato al capo dello Stato alla sua comparsa alla Prima. Di sicuro quattro minuti sono da annotare, perché vanno ben oltre la questione di rispetto istituzionale, già mostrata negli anni passati, soprattutto in questo periodo nel quale si sta mettendo tutto in discussione.