TOMMASO PAPA
Economia

Mantova, l’Hydrogen Valley cerca spazi

Il summit delle aree portuali europee: il progetto fluviale di Valdaro sta crescendo

L’Hydrogen Valley cerca spazi

L’Hydrogen Valley cerca spazi

Mantova – L’idrogeno come fonte di energia del prossimo futuro prende corpo sotto gli occhi dei rappresentanti dei porti interni di tutta Europa. Succede a Mantova, centro all’avanguardia del settore col suo avanzato progetto di Hydrogen Valley: qui, attirati dalla possibilità i scambiarsi know-how, tecnologie e regole di sicurezza, si è riunita l’assemblea annuale dell’Efip (European Federation of Inlands Port), che riunisce 200 aree portuali disseminate in 18 Paesi di area Ue, in Svizzera, Serbia e Ucraina. La due giorni di lavori (ospitata dalla Provincia di Mantova e dal suo presidente Carlo Bottani, convinto sostenitore dell’intermodalità logistica acqua-ferro-gomma) non si è occupata solo dell’hub virgiliano che sta crescendo attorno al porto di Valdaro, ma di altre esperienze esistenti nel Nord Italia e in Lombardia. “A Mantova da qui al 2026 si svilupperanno tre progetti-chiave per la realizzazione della filiera completa dell’idrogeno - spiega Nicola Galli, direttore di Agire, l’Agenzia per la gestione intelligente delle risorse energetiche - per un investimento totale di 35 milioni di fondi europei, locali e del Pnrr”.

La riconversione da carburanti fossili come petrolio e carbone all’idrogeno richiede non solo nuove strutture (depositi, in primo luogo) ma anche mezzi di trasporto. A Mantova è stato analizzato nei dettaglio il progetto di una nave che servirà a movimentare le chiatte con il carico di serbatoi nel tratto da Venezia a Mantova del canale Fissero-Tartaro: lo ‘spintore’, come viene chiamato, è alimentato a diesel ma una società di navigazione veneziana lo sta riconvertendo all’energia pulita (idrogeno, elettricità o un ibrido tra entrambi). A Nogarole Rocca, al confine tra Mantova e Verona, è in avanzato stato di realizzazione un prototipo di treno anch’esso con motore ibrido a idrogeno ed elettrico.

Il futuro dei trasporti interni, sempre più orientato a ridurre quelli su gomma a vantaggio di treni e idrovie, non si disegna solo nel Mantovano. Agli ospiti europei sono state descritte le altre Hydrogen Valley operanti in Italia. In Lombardia, in particolare, ne sono sorte altre due oltre a quella virgiliana, esattamente a Malpensa e a Edolo. Proprio nel Bresciano lo sviluppo di locomotori ferroviari a idrogeno, più compatti di quelli in uso, potrebbe agevolare il trasporto su ferro viste le dimensioni ridotte delle gallerie ferroviarie esistenti nella zona. E, anche se il domani non è dietro l’angolo (per il treno ‘verde’ il progetto è pronto ma per realizzarlo ci vorranno 20 milioni e qualche anno ancora) le infrastrutture necessarie si stanno realizzando.

A Valdaro la Provincia ha da poco ultimato l’impianto di illuminazione del porto intermodale, che rende possibile il lavoro anche nelle ore notturne e quindi incrementa la produttività della struttura, dotata parallelamente di un’area riqualificata per carico e scarico e di un nuovo magazzino.  L’Hydrogen Valley si sta fondando, spiegano in Provincia, sulla sinergia pubblico-privato. Per lo sviluppo ulteriore del polo logistico che intanto sta crescendo attorno a Valdaro (tra gli insediamenti più significativi quello di Adidas per il Sud Europa) servirà anche un intervento della Regione: le aree disponibili sono esaurite e per trovarne altre Palazzo Lombardia dovrà ridisegnare le zone di espansione industriale.