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Cultura e Spettacoli

Mantova, il nuovo gioiello di Palazzo Ducale: torna a casa il raro disegno di Costa

Il foglio preparatorio per la Sala di Manto acquistato all’asta in Germania grazie a Fondazione Comunità

Il disegno di Lorenzo Costa torna a Palazzo Ducale, Mantova

Il disegno di Lorenzo Costa torna a Palazzo Ducale, Mantova

Mantova, 12 agosto 2023  –  In Germania lo avevano attribuito all’autore sbagliato ma, chiarito l’equivoco, un prezioso disegno cinquecentesco è tornato a Palazzo Ducale. Sono stati gli esperti della reggia gonzaghesca, grazie all’intervento della Fondazione Comunità Mantovana (emanazione di Cariplo) a riportare l’opera in città.

"Il 29 giugno 2023, la casa d’aste Hampel di Monaco di Baviera – racconta il direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso – ha messo in vendita un disegno, senza riconoscerne la natura. Presentato come opera dell’ambito di Primaticcio, interpretandone il soggetto come Pitagora e la sua scuola e avendolo invece identificato come un raro disegno di Lorenzo Costa, preparatorio per la Sala di Manto e precisamente per la scena della ‘Costruzione del ponte dei Mulini’, temevo che potesse andare disperso nei rivoli del collezionismo privato" .

Il disegno rinascimentale è particolarmente significativo per Mantova perché raffigura un tratto ancora esistente nel paesaggio cittadino, come sottolinea il presidente della Fondazione, Carlo Zanetti: "Siamo stati pronti a contribuire al recupero di un documento tanto importante, come era per la città il vecchio ponte dei Mulini che anche oggi è una delle vie d’accesso alla città". Palazzo Ducale ha partecipato quindi all’asta per il Lorenzo Costa , riuscendo ad aggiudicarsi il disegno a 12.000 euro.

Gli altri due soli disegni noti, anch’essi destinati alla decorazione della Sala di Manto, si conservano nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Rimane il desiderio di riunire i tre disegni al termine dei restauri dell’importante ambiente della reggia appena avviati che si concluderanno presumibilmente nell’autunno del 2024. L’attuale aspetto della sala risale ai lavori condotti negli anni Settanta del Cinquecento e iniziati sotto la prefettura di Giovan Battista Bertani.