Yana Malaiko, lo strazio di mamma Tatiana: “La mia ragazza sognava una famiglia, ha incontrato un mostro. La nostra vita cancellata”

Castiglione delle Stiviere, a un anno dal femminicidio parla la madre della giovane ammazzata dall’ex: “Ogni volta che guardo la sua foto, voglio comporre il suo numero e sentire la sua voce”

Oleksandr Malaiko e Tatiana Serbenchuk, genitori di Yana
Oleksandr Malaiko e Tatiana Serbenchuk, genitori di Yana

Castiglione delle Stiviere (Mantova) – Si farà forza. Lascerà la cittadina dell’Ontario, in Canada, dove vive come rifugiata dall’Ucraina. Arriverà in Italia. Lo ha già fatto una volta, un anno fa, per vedere il luogo e quella catasta di legna e fogliame che per undici giorni è stata l’improvvisata tomba della figlia e per assistere al suo funerale. Tatiana Serbenchuk è la madre di Yana Malaiko, una vita di 23 anni spezzata la notte del 20 gennaio dello scorso anno, in un condominio di Castiglione delle Stiviere. Dumitru Stratan, moldavo 34enne, comparirà l’11 aprile davanti alla Corte d’Assise di Mantova, accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

Signora Tatiana, un anno senza Yana.

“Quest’anno è stato il peggiore della mia vita. E ce ne saranno altri simili, più avanti. La vita si divide in prima e dopo. Ogni volta che guardo il video, la foto, voglio comporre il suo numero e sentire ‘va tutto bene, mamma’. Ci sono molte domande: Perché questa bestia ha incrociato la strada della mia ragazza? Perché nessuno ha sentito o visto questo male in lui?”.

Segue le iniziative che vengono organizzate in Italia per ricordare sua figlia? Andrà al processo, a Mantova?

"Sì, sto guardando gli eventi che si svolgono in memoria della mia Yanochka. Cercherò di volare al processo".

Che persona era Yana?

"Mia figlia era una persona assolutamente altruista e pura. Voleva una vita familiare tranquilla e per questo è stata uccisa da un ‘non umano’. Ciò dovrebbe incoraggiare la società a sradicare questo male per sempre. In fondo, tutti, un giorno, potrebbero ritrovarsi accanto a questo mostro. Nessuno potrà dormire sonni tranquilli se persone come Stratan saranno libere".

Com’è la sua vita, oggi?

"Siamo completamente distrutti. Tutto ciò che di buono accadrà, sarà sempre oscurato dal fatto che mia figlia non lo vedrà e non lo sentirà più. Non sentirà la mia felicità di essere sua madre. Noi, come suoi genitori, non diventeremo mai nonna e nonno. Tutta la nostra vita e ciò che sognavamo con lei e per lei è cancellato. Tutto quello che mi resta è il ricordo della mia ragazza, video e foto, dove la vedo sorridere, la sento ridere, la sua voce, veglio in sua memoria. È tutto quello che Stratan ci ha lasciato".

Le iniziative per Yana

“Un anno fa – ha scritto su Facebook Francesco Porrello, presidente di Y.A.N.A. (acronimo di You Are Not Alone) – il peso della notizia ci ha unito nella ricerca di Yana, durata undici giorni, segnando un periodo di profonda tristezza. In questo momento di commemorazione, ricordiamo il suo spirito e la forza dell’amicizia che ci hanno guidato attraverso le difficoltà. Yana sarà sempre nei nostri cuori. La sua luce vive in ogni gesto di solidarietà che compiamo attraverso Y.A.N.A.".

In meno di un anno sono state numerose le iniziative dell’associazione, nata per contrastare i femminicidi e sostenere le vittime di violenza, stalking, bullismo. L’ultima è un corso gratuito di lezioni di autodifesa per donne e uomini.

Le accuse per Stratan

Solo dopo due mesi in cella, Dumitru Stratan ha ammesso di avere provocato la morte di Yana, negando però la volontà omicida. Ha sostenuto di averla spinta una sola volta, con la mano. Non si era reso conto delle conseguenze del gesto perché si era spostato in un altro locale. Ma l’autopsia ha accertato numerosi colpi ricevuti da Yana al volto. L’imputazione di omicidio volontario è appesantita da aggravanti. La premeditazione. La minorata difesa da parte della vittima. Il legame affettivo (da poco interrotto). L’avvocato Angelo Lino Murtas si è costituito parte civile per Oleksandr Malaiko, il padre di Yana, la madre, la nonna Larissa e il nonno Giovanni.