Carabinieri
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Piubega (Mantova), 15 gennaio 2019 - Per anni ha mescolato l'attività ufficiale di imprenditore a quella di consigliere di una potente famiglia mafiosa. Fino a quando qualcuno ha tentato di ucciderlo costringendolo a rifugiarsi nelle campagne mantovane. Giuseppe Benigno, appartenente alla cosca Belmonte Mezzagno, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale virgiliano questa notte in una cascina di campagna in località San Cassiano, nel comune di Piubega.

I militari, che hanno agito in collaborazione con i colleghi palermitani che intanto assicuravano alla giustizia l'attuale boss del mandamento di Misilmeri Belmonte Salvatore Francesco Tummina, avevano localizzato il rifugio dell'uomo d'onore, che aveva chiesto ospitalità a un parente suo perfetto omonimo (per il momento l'uomo è del tutto estraneo alle indagini), un luogo dove si era trattenuto per lunghi periodi anche in passato. Per agire hanno preso tutte le precauzioni: i militari infatti temevano che Benigno li scambiasse per killer di Cosa Nostra. L'uomo infatti, il 2 dicembre scorso, mentre si trovata nel suo paese d'origine, era stato sorpreso da due uomini in scooter, i suoi sicari. Contro di lui, in pieno centro e sotto gli occhi di decine di persone, erano stati sparati 9 colpi di pistola ma solo due lo avevano ferito alla spalla.

L'agguato è uno degli strascichi dell'operazione Cupola 2. 0 di fine 2018 che aveva condotto al all'arresto e al pentimento del capocosca Filippo Bisconti. Due uomini, un operaio agricolo e un commercialista, sono caduti sotto il piombo delle cosche perché legati in qualche modo alla famiglia belmontese. Benigno avrebbe dovuto essere il terzo. Ora è in cella accusato di associazione mafiosa.