Coronavirus
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Mantova, 7 agosto 2020 -  "I primi risultati fanno ben sperare, perché, guardando le proporzioni numeriche, la maggioranza dei contagiati dovrebbe già essere emersa, ovvero i 97 di cui si è data notizia ufficiale martedi'". Lo dice Gianni Grassi, sindaco di Rodigo, sede dell'azienda agricola mantovana dalla quale è partito il focolaio di coronavirus con 97 casi positivi.

I dati definitivi dello 'screening' che ha riguardato i 452 dipendenti dell'azienda, saranno resi noti oggi in tarda serata da Ats Valpadana che ieri sera ha già diramato i primi  risultati dell'attività di monitoraggio relativa ai dati da  lunedì a mercoledì. Complessivamente, a ieri, sono risultati positivi 101 soggetti sui 222 sottoposti al test. Numeri che includono i 97 positivi già segnalati ufficialmente martedì, che quindi vedono una crescita di soli 4 casi.

Sui 222 "screenati" a mercoledì, precisa una nota di Ats Valpadana, 100 operano in due capannoni dedicati al confezionamento ed all'imballaggio di prodotti alimentari. Per quanto riguarda i lavoratori impiegati nei campi, attualmente solo uno di loro è risultato positivo sui 39 testati. Gli esiti dei 200 tamponi effettuati invece ieri, giovedì, sui restanti addetti, saranno resi noti da Ats nella tarda serata di oggi.

"Auspico che i restanti positivi possano essere al massimo una ventina", afferma il primo cittadino, spiegando che i tamponi iniziati lunedì si sono concentrarti sui lavoratori operanti all'interno dell'azienda agricola, in prossimità delle celle frigorifere, "dove il virus, ci è stato spiegato, si diffonde maggiormente per le basse temperature e gli ambienti chiusi". I restanti addetti operando invece nei campi, dove, "il virus, con temperature alte e all'aria aperta, dovrebbe diffondersi meno,
quindi, se su 40, solo 1 è risultato positivo, il dato fa ben sperare".

Grassi si dice tranquillo perché a parte due ricoverati, tutti i positivi sono asintomatici, "non presentano malessere, sebbene abbiano in corpo il virus". In attesa di risultati definitivi l'attività del Comune si concentra nel contattare le "24 famiglie residenti a Rodigo" collegate ai lavoratori della Francescon e ai loro congiunti, che, spiega, "devono rispettare la quarantena di 15 giorni".