È tempo di scoprire la “Morta“ di Pizzighettone. Tra boschi di essenze autoctone, flora e fauna tipica delle zone acquitrinose dell’Adda, si snodano i percorsi realizzati grazie ad una fruttuosa collaborazione tra l’Azienda Agrituristica Isola Gerre e il Parco Adda Sud. Un intervento da 200mila euro, diviso in varie fasi, ha portato al recupero...

È tempo di scoprire la “Morta“ di Pizzighettone. Tra boschi di essenze autoctone, flora e fauna tipica delle zone acquitrinose dell’Adda, si snodano i percorsi realizzati grazie ad una fruttuosa collaborazione tra l’Azienda Agrituristica Isola Gerre e il Parco Adda Sud. Un intervento da 200mila euro, diviso in varie fasi, ha portato al recupero conservativo della zona e alla realizzazione di un “Accordo di fruizione“ tra Parco Adda Sud e Azienda. Una volta al mese sarà possibile visitare la zona, con percorsi guidati con al massimo 30 persone: prima di arrivare a Isola Gerre serve chiamare e prenotare (tel 335456330 o 335456332 ). Ieri mattina l’intervento e il piano di fruizione sono stati presentati, in un incontro a cui hanno partecipato il presidente del Parco Adda Sud, Francesco Bergamaschi, la proprietà dell’Agriturismo, Pia Colombani e la figlia Francesca Bricchi con Matteo Trespidi, che si occuperà delle visite guidate, il presidente del Consorzio Dunas, Alessandro Bettoni, il geometra che ha curato l’intervento, Marco Belloni.

"Nel 2017 ho ritirato lo studio del geometra Pietro Ferri dove ho lavorato per 15 anni – ha raccontato Belloni -. La signora Colombani mi chiamò per mostrarmi dei lavori e tutto il territorio. Per la prima prima volta vidi la zona: c’erano molte piante secche, il destino delle morte è l’interramento. Suggerii di contattare il parco". Una volta approvato il progetto sono partiti i lavori sul primo laghetto. Poi le escavazioni e gli interventi grazie anche a Dunas. "Si è fatto di necessità virtù, realizzando una forte partnership che ha permesso di rendere fruibili al pubblico delle aree uniche" ha sottolineato Bergamaschi. Sono state piantumate oltre 2000 essenze, tutte autoctone, e realizzati punti di avvistamento.Daniele Rescaglio