La casa circondariale di Lodi
La casa circondariale di Lodi

Lodi, 7 maggio 2018 - Non è entrato in funzione il sistema antiscavalcamento che, tramite sensori lungo i muri perimetrali del cortile del carcere, lancia l’allarme in caso di tentativo di fuga. È la prima indiscrezione che emerge dopo la clamorosa evasione, sabato alle 16 (ma resa nota dalle forze dell’ordine solo ieri mattina), di Mohamed El Madoui, 22 anni, marocchino, ufficialmente senza fissa dimora ma che viveva da tempo a San Giuliano Milanese, nell’abitazione della compagna, italiana. "Se il sistema, installato pochi anni fa durante l’ultima ristrutturazione, si fosse azionato – fanno sapere dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria –, gli agenti sarebbero intervenuti subito". Il sindacato punta inoltre il dito contro la carenza di organico e parla di «evasione annunciata»: l’ultima richiesta di potenziamento del personale rivolta al Ministero era partita da Lodi solo due giorni prima, il 3 maggio.

Il Sappe aveva denunciato pubblicamente la grave situazione a luglio, quando nella pianta organica di 51 addetti, redatta nel 2014, mancavano 15 agenti e il carcere, anziché 45 detenuti, ne ospitava 92. "Il 29 novembre 2017 il decreto Madia ha ridotto la pianta organica da 51 a 45 unità . Oggi ci sono 34 agenti più direttore e vice: ne mancano 9". Dalla rilevazione del ministero della Giustizia del 31 marzo, risulta che a Lodi, anziché 45 detenuti, ve ne fossero 86, di cui 50 stranieri. Quasi il doppio del massimo consentito. Sabato erano un’ottantina: "Tutte queste evasioni hanno responsabilità ben precise – sottolinea Donato Capece –. La sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle di sorveglianza dalle mura di cinta, dal mancato finanziamento dei servizi anti-intrusione e anti-scavalcamento, dalla mancanza di personale. Il capo del personale dell’Amministrazione Penitenziaria, Pietro Buffa, sapeva bene di questa carenza di organico a Lodi ma nulla ha fatto: si dovrebbe dimettere".

Anche a Lodi vige la “vigilanza dinamica”: i detenuti possono stare fuori dalle celle 8 ore, tra cui 2 ore d’aria al mattino e 2 al pomeriggio. El Madoui, portato in via Cagnola dai carabinieri di San Giuliano il 24 aprile per una condanna esecutiva per spaccio di un anno emessa dal Tribunale di Lodi, è evaso attorno alle 16: gli agenti, in osservanza alle regole della vigilanza dinamica, avrebbero fatto la conta meno di un’ora dopo, lanciando l’allarme. Ora è caccia all’uomo.

Ha collaborato Patrizia Tossi