Roberto, Giuseppe e Cristiano Crippa
Roberto, Giuseppe e Cristiano Crippa

Cernusco Lombardone (Lecco), 28 gennaio 2019 - Dal garage di casa a multinazionale dell’elettronica, in meno di venticinque anni. Protagonista di questo ennesimo miracolo del made in Italy è Technoprobe, azienda con sede a Cernusco Lombardone, provincia di Lecco. A dirigere l’azienda sono Giuseppe Crippa, fondatore e presidente, Roberto Crippa, vicepresidente e direttore, Cristiano Crippa, che si occupa di amministrazione e finanza, Stefano Felici Ceo del Gruppo, ma vive nella Silicon Valley. Nella società c’è anche la sorella Monica (insegnante) e la madre Maria Rosa. Dei 700 dipendenti, 400 lavorano a Cernusco Lombardone.

Leader in Italia, terza nel mondo, l’azienda brianzola deve il suo successo in particolare a Probe Card. Ovvero a una scheda elettronica in grado di testare, come interfaccia prima che vengano utilizzati, i microchip che verranno inseriti in smartphone, tablet o device prodotti dai colossi mondiali dell’higth tech. Ad un certo punto della vita arriva sempre il momento in cui, giovani o meno, si sente, quasi come una necessità, che ascoltare la propria vocazione non è più rinviabile. È la storia di Giuseppe Crippa, 82 anni, fondatore, tuttora presidente, di Techonoprobe e della sua famiglia. Tre anni fa Crippa è stato premiato, a Merate, con l’Ambrogino d’oro, riconoscimento che il 7 dicembre viene consegnato ai cittadini che hanno fatto conoscere al mondo la propria città. È il 1995. In pensione dopo una carriera alla STMicroelectronics, dove era diventato responsabile qualità, il signor “Peppino” non sta certo con le mani in mano, anzi. «Papà ha montato una fresa, una saldatrice e un forno – racconta il figlio Roberto, vicepresidente e direttore dell’azienda – a Merate, nel garage e ha cominciato a produrre schede elettroniche». Prima con un socio, poi col figlio Cristiano, e la moglie, Maria Rosa, l’attività cresce.

"In casa c'era sempre un grande via vai – ricorda l’ingegner Crippa – nel 1999 arrivò Stefano Felici, cugino, ora Ceo del Gruppo. Lui vive a San Josè, California, nella Silicon Valley. Io sono qui dal 2003, dopo la laurea. La grande intuizione che ci ha consentito di crescere così velocemente fino a diventare primi in Italia e terzi produttori nel mondo – sottolinea Roberto Crippa – è stata la creazione di Probe Card, interfaccia in grado di testare i microchip destinati ai device. E non dimentichiamo che ognuno è diverso dall’altro, nonché sintesi di lunghi studi e processi creativi. Noi consegnamo Probe Card alle aziende di mezzo mondo. Sono i clienti a testare la funzionalità dei loro microcip». Negli uffici-laboratorio di Cernusco Lombardone, lavorano 400 addetti, metà alla produzione, gli altri a qualità, amministrazione ricerca. Quest’ultima conta da sola cinquanta persone. Sono loro a studiare e creare i nuovi progetti per le linee 4.0. Figure professionali che, leggendo il sito di Technoprobe, risultano tuttora molto richieste.

Il garage meratese, poi, è diventato un capannone nel 1999 a Cernusco Lombardone, dove, nel 2017, è stata inaugurata la nuova sede. «Per aiutarlo a crescere – dice ancora l’ingegner Crippa, sottolineando come l’indotto valga una dozzina di milioni e dia lavoro a una sessantina di persone – siamo una Spa, ma, finora, tutti gli utili sono stati reinvestiti in azienda. In questo caso, siamo legati alle tradizioni del territorio, quelle in cui, anche gli imprenditori più avanzati, prima di fare debiti ci pensavano due volte. Non delocalizziamo. Le sedi estere servono per l’assistenza ai clienti». Nel 1968, nel suo “Storia degli Italiani” (Laterza) Giuliano Procacci scriveva che la Brianza era seconda solo alla Rurh tedesca. Una riflessione che, probabilmente, vale ancora oggi, E se permettete, dopo dieci anni di crisi, questo vorrà pur dire qualcosa.