Cantiere
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Lecco, 6 dicembre 2018 – Impennata dei prezzi del mattone a Lecco. Il costo di una casa usata, cioè nuova, a Lecco è cresciuto nell'ultimo mese del 4,2%. Rincari maggiori a livello nazionale, almeno per quanto riguarda le città e i capoluoghi, sono stati registrati solo a Rieti, Lazio, con aumenti medi del 4,4%. Subito dopo Lecco invece, al terzo posto italiano, c'è Vercelli con rincari del 3,4%.

E' quanto emerge da uno studio divulgato su Idealista in base all'analisi di quasi 470mila annunci immobiliari pubblicati sul noto portale. Secondo le statistiche i prezzi delle case di seconda mano accusano in Italia ancora una lieve flessione del 0,3% attestandosi a una media di 1.754 euro per metro quadro. Le quotazioni sono più basse del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il calo marginale dei prezzi evidenzia comunque una tendenza alla stabilizzazione piuttosto diffusa in buona parte del Paese.

In retromarcia le grandi piazze: Milano (-0,7%), Roma (-0,5%), Napoli (-0,1%). Venezia si conferma la città più cara, con 4.410 euro al metro quadro, Biella la più economica con 716 euro al metro quadro. I cali maggiori si segnalano al sud, in Basilicata (-1,6%), Calabria (-1,3%) e Abruzzo (-0,8%). All'opposto, Valle d'Aosta (0,9%), Emilia Romagna (0,6%) e Campania (0,5%) sono le regioni che hanno avuto gli incrementi maggiori. La regione più cara d'Italia è la Liguria con i suoi 2.535 euro al metro quadro, seguita dalla Valle d'Aosta (2.440 euro) e il Trentino Alto Adige (2.355 euro). Sul fondo della graduatoria c'è la Calabria (876 euro), fanalino di coda davanti a Molise (1.032 euro) e Sicilia (1.086 euro).

Nel corso del mese di novembre le città in terreno negativo sono salite a 55 dalle dalle 50 della scorsa rilevazione. Più della metà dei centri capoluogo segnano variazioni minime confermando la tendenza alla stabilizzazione dei prezzi. Tale andamento trova riscontro anche nelle performance dei principali mercati italiani che segnano deboli variazioni a Milano (-0,7%), Roma (-0,5%) e Napoli (-0,1%). Agli estremi dei risultati del mese Terni (-6,8%), Cuneo (-5,3%) e Cosenza (-3,8%) sono i centri con i maggiori ribassi. Rieti (4,4%), Lecco (4,2%) e Vercelli (3,4%) sono le città che hanno evidenziato una maggiore propensione agli aumenti.