di Lorenzo Pardini La barca che l’ha accompagnato durante l’impresa, la "High Hopes", faceva presagire buone sensazioni alle vigilia della traversata della Manica per Andrea Oriana. La notte, il freddo, le onde: niente ha fermato il campione lariano che ha riscritto una nuova pagina di storia del nuoto in acque libere italiano. Il 47enne lecchese, dopo le traversate fallite del 2018 e 2019, al terzo tentativo ha chiuso il cerchio....

di Lorenzo Pardini

La barca che l’ha accompagnato durante l’impresa, la "High Hopes", faceva presagire buone sensazioni alle vigilia della traversata della Manica per Andrea Oriana. La notte, il freddo, le onde: niente ha fermato il campione lariano che ha riscritto una nuova pagina di storia del nuoto in acque libere italiano. Il 47enne lecchese, dopo le traversate fallite del 2018 e 2019, al terzo tentativo ha chiuso il cerchio. In una notte di luna piena il fuoriclasse lombardo ha nuotato da Dover, alla spiaggia di Calais in Francia, in 10 ore e 19 minuti. "Sono felicissimo", le prime parole emozionate all’arrivo, Andrea ha siglato il nuovo record italiano ufficiale: il precedente primato, infatti, era stato nuotato nel 2012 da Thomas Ladurner, 34enne avvocato di Merano in 11 ore e 4 minuti. "Quando ti metti in gioco in queste imprese, niente è mai certo. Nella traversata della Manica ci sono tante variabili in gioco come le onde o le maree, oltre alle basse temperature dell’acqua o il vento. Mi aspettavo di andare incontro a tutte queste incognite: durante la traversata stavo tenendo una buona media, di 9 ore e 45 minuti, ma poi il vento che si è alzato mi ha fatto perdere ben 30 minuti in 3 ore". Andrea è partito alle 1 di notte italiane (mezzanotte a Calais) compiendo una traversata in notturna come già successo a luglio per la Colico-Lecco,

"E’ stata una sensazione unica nuotare con la luna piena, con il bagliore della luce a guidarmi in mezzo all’oscurità". In 150 anni di storia solo sette italiani – tra cui anche Leo Callone, il Caimano del Lario – sono riusciti nell’impresa di concludere la Traversata della Manica: "Adesso guarderò tutti dall’alto verso il basso... Scherzi a parte è la traversata più difficile al mondo, ci provavo da tre anni. Mi sono preparato duramente, tra lago di Como e tour dei 10 laghi alpini. Il mare non l’ho mai visto prima d’ora. Ho fatto bene perché l’acqua del lago è molto più pesante di quella del mare". Andrea, dopo la Manica, non è sazio: "Ringrazio Leo Callone per il supporto, a mia figlia Camilla e la mia compagna Simona. E il prossimo anno voglio fare qualcosa di estremo che mai nessuno ha ancora provato...".