Il ponte San Michele chiuso
Il ponte San Michele chiuso

Paderno d'Adda (Lecco), 25 novembre 2018  - Vogliono soluzioni certe e concrete ai loro problemi e soprattutto chiedono che i lavori comincino presto e vengano eseguiti a ritmi serrati. Per questo gli “orfani” del ponte San Michele, chiuso completamente al transito da quasi due mesi e mezzo, a metà dicembre si raduneranno sulle sponde dell’Adda, all’imbocco dello storico e importante viadotto. A chiamare a raccolta cittadini di Paderno e Calusco, automobilisti, pendolari e commercianti sono gli attivisti del Comitato Ponte San Michele.

A quella che si preannuncia come una manifestazione imponente sono stati invitati il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, il governatore lombardo Attilio Fontana, l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi, i presidenti delle province di Lecco Claudio Usuelli e di Bergamo Gianfranco Gafforelli, il commissario straordinario per il San Michele Maurizio Gentile, gli amministratori locali di Bottanuco, Brivio, Calco, Calusco, Caprino, Carvico, Cernusco Lombardone, Chignolo, Cisano, Cornate, Imbersago, Mapello, Medolago, Merate, Olgiate, Osnago, Paderno, Ponte San Pietro, Presezzo, Robbiate, Solza, Sotto il Monte, Terno, Verderio e Villa d’Adda, i vertici di Rfi e Trenord, i rappresentanti degli studenti e i delegati dei viaggiatori. L’appuntamento è in programma per sabato 15 dicembre prossimo, a tre mesi esatti dalla chiusura del ponte, dalle 15 alle 17 sul versante caluschese. «L’obiettivo è raccontare la situazione reale che decine di migliaia di persone stanno affrontando quotidianamente con pesanti ripercussioni psicologiche, sociali e affettive dovute allo stress, alle perdite di tempo e ai danni economici», spiega il presidente del Comitato Ruben Bergonzi.

«Reclamiamo risposte da parte dei rappresentati istituzionali e dei vari enti coinvolti e chiediamo che vengano messe a disposizione tutte le risorse adeguate necessarie affinché i lavori per riaprire il ponte si svolgano di giorno e di notte affinché durino il meno possibile». I promotori dell’iniziativa avvisano che si tratta di una vera e propria mobilitazione in piena regola, con striscioni e bandiere, aperta a chiunque «ritenga opportuno partecipare e segnalare l’inammissibile disagio che sta affliggendo la zona».