Oliveto, durante i lavori per la fogna emerge una tomba antica: dentro ci sono 6 scheletri

L'archeologa della Soprintendenza: ''Un tassello importante sulla presenza antica a Onno''

Lo scavo con i resti degli scheletri di sei individui a Oliveto Lario

Lo scavo con i resti degli scheletri di sei individui a Oliveto Lario

Oliveto Lario (Lecco), 14 marzo 2024 – Le ossa degli scheletri di almeno sei individui in un'unica tomba. Sono stati ritrovati nelle scorse settimane a Onno di Oliveto Lario, sponda occidentale del ramo lecchese del lago di Como. A scoprire le spoglie sono stati i tecnici di Lario Reti Holding, impegnati in uno scavo per la realizzazione della rete di depurazione, insieme all'archeologo di cantiere, reclutato apposta perché si sospettava che lì sotto potesse emergere qualche reperto. Al momento non è possibile stabilire l’epoca esatta delle sepolture, che però sono antiche. La tomba era delimitata da pietre lungo i lati e coperta da una lastra in pietra. Custodiva i resti di sei individui diversi perché all'epoca di utilizzava sfruttare la medesima tomba a più riprese nel corso del tempo. I reperti verranno sottoposti ad analisi di laboratorio e ad uno studio antropologico che presto forniranno i primi tasselli per tentare di ricostruirne la storia, la datazione, l'età e il sesso.

L'archeologa

“Sono molto soddisfatta di questo rinvenimento, che aggiunge un tassello importante alle nostre conoscenze sulla presenza antica a Onno – commenta Alice Maria Sbriglio, funzionaria archeologa della Soprintendenza di Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese –. Ringrazio i dirigente i tecnico di Lario Reti Holding per la costante attenzione e per la sensibilità al tema dell’archeologia. Non è, infatti, la prima volta che nel lecchese emergono evidenze archeologiche durante lavori sulle reti fognarie o di acquedotto e questo è un ulteriore esempio positivo di conciliazione tra esigenze di tutela archeologica e necessità operative del cantiere”. A occuparsi di ultimare lo scavo sono stati poi gli archeologi della società Akhet di Aosta. Nei giorni scorsi sono stati trovati resti umani pure a Civate, sempre durante uno scavo della rete idrica.

Il presidente di Lario Reti Holding

I lavori per la rete di depurazione sono stati inizialmente sospesi per preservare i reperti e consentire di prelevarli. Una volta ultimato lo scavo del sito archeologico, sono poi ripresi. “Questo ritrovamento rappresenta momento straordinario nella storia della nostra azienda e del nostro territorio – sottolinea Lelio Cavallier, presidente di Lario Reti Holding, la società pubblica lecchese per il ciclo idrico integrato in provincia di Lecco - Come gestori del servizio idrico integrato, abbiamo la responsabilità non solo di fornire un servizio efficiente ma anche di preservare e valorizzare il ricco patrimonio storico e culturale in cui ci imbattiamo fortuitamente durante scavi e lavori. Esprimo anche profonda gratitudine ai funzionari della Soprintendenza per la preziosa collaborazione: la loro esperienza ha reso possibile la documentazione di questo sito archeologico così importante ed ha permesso di riavviare i lavori nel più breve tempo possibile”.