La cerimonia
La cerimonia

Lierna (Lecco), 11 aprile 2019 – La piccola chiesa medioevale dei Santi Maurizio e Lazzaro del Castello di Lierna come la basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dove i Templari diventavano cavalieri e che che dovevano difendere. In quel luogo, dedicato ai patroni dell'Ordine cavalleresco sabaudo il 7 giugno si celebra la veglia d'armi con la cerimonia di suffragio in memoria del sacrificio di Jacques de Molay, 21esimo Gran maestro dell'Ordine Templare dei Poveri Cavalieri di Cristo, arso vivo il 18 marzo 1314 sull'Ille de France a Parigi all'età di 71 anni. Il giorno seguente, sabato 8 giugno, la chiesa ospita inoltre la messa di investitura di nuovi cavaliere, sia donne sia uomini, senza distinzioni.

IL GRAN MAESTRO - Il compito di presiedere il rito di investitura spetta ad Alberto Zampolli, 72 anni, ex commerciante di Montevecchia, 47° Gran maestro dell'Orde souverain et militaire du temple de Jerusalem, l'unico e regolare discendete delle antiche tradizioni dei cavalieri deputati a difendere i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa e i luoghi della cristianità. A dispetto dei paramenti, dei riti antichi e misteriosi, delle leggende, non c'è nulla di segreto, nulla di occulto, tanto meno di massonico né di esoterico, solo il numero degli adepti non può essere svelato. “Il nostro scopo è quello di perpetrare e diffondere l'ideale templare nel mondo profano - spiega il Gran maestro -. I tempi sono cambiati, nessuno di noi vuole cimentarsi in crociate né guerre, ma la missione di assistenza e aiuto verso i più deboli resta immutata, come l'onore che intendiamo testimoniare”.

I TEMPLARI OGGI - Tramite l'associazione dell'Ordine, i moderni crociati, che tra loro si chiamano e si considerano fratelli, ad esempio svolgono molte attività di volontariato, anche in zona: “Abbiamo finanziato una protesi di ultima generazione per una ragazza mutilata ad una gamba. Inoltre stiamo aiutando diverse persone in difficoltà economiche”. Ma come è diventato Gran maestro dei Templari? «In maniera del tutto casuale, o forse provvidenziale – racconta -. Nel 1989 a Ginevra ho conosciuto degli amici che indossavano al petto una spilletta che mi piaceva perché richiamava il Medioevo, era quella dell'Ordine dei Tempari. Sono stati loro a iniziarmi come cavaliere. Prima sono stato nominato dignitario per l'Italia che in quel momento non era rappresentata da nessuno, poi commendatore e nel 2008 Gran maestro”.