Polfer
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Lecco, 15 agosto 2019 - Un clochard nigeriano di 25 anni è stato sorpreso a sabotare uno scambio ferroviario all’altezza della stazione di Lecco Maggianico. L’accusa per lui è pesante: attentato alla sicurezza dei trasporti. 
A notare il giovane senza fissa dimora straniero mentre spostava il deviatoio dello scalo cittadino secondario, da cui passano sia i treni della linea regionale Milano – Lecco – Sondrio – Tirano, sia della suburbana S8 Milano – Lecco via Carnate, sia della Lecco – Brescia, è stato un ferroviere in servizio che lo ha visto mentre si aggirava senza motivo lungo la massicciata per poi accorgersi che il dispositivo di connessione tra i binari era stato manomesso.
Il colpevole o presunto tale inizialmente è riuscito a scappare, salvo poi essere però identificato, rintracciato e bloccato dagli agenti della Polfer a cui si è immediatamente rivolto l’addetto di Rfi per denunciare quanto accaduto e che lo ha anche riconosciuto attraverso le foto segnaletiche dei possibili sospettati. 

L’episodio si è verificato nelle scorse settimane, ma la notizia, nonostante il massimo riserbo di investigatori e inquirenti, è trapelata solo ieri. Il 25enne dell’Africa centro occidentale, in Italia senza regolare permesso di soggiorno, è stato denunciato pure per furto: è stato infatti immortalato rubare diversi oggetti dalle telecamere del sistema di videosorveglianza a circuito chiuso della stazione di Maggianico. In particolare avrebbe fatto sparire alcuni lettori di codici a barre dagli uffici amministrativi annessi allo scalo merci. Dai primi accertamenti sembra comunque escluso che sia stato lui nei mesi scorsi a sabotare ripetutamente la linea Lecco – Sondrio, incastrando sassi e mattoni a più riprese negli scambi tra i binari in prossimità delle stazioni di Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Olcio e Lierna, fortunatamente senza poter scatenare deragliamenti ma solo qualche disagio alla circolazione dei convogli, anche perché altrimenti sarebbe stato arrestato o colpito da provvedimenti restrittivi e non sarebbe stato certo lasciato a piede libero.
Tra quello che avrebbe combinato lui e gli altri episodi, che paiono semmai azioni pianificate si sospetta dagli anarchici proprio come per gli incendi sulla linea dell’’alta velocità a Firenze, non sussisterebbe quindi alcun collegamento.