L'ingresso della Fiocchi Munizioni
L'ingresso della Fiocchi Munizioni

Lecco, 14 marzo 2020 - L’economia si ferma . Prima le aziende edili, poi una quindicina di produttori di flange del distretto valsassinese compreso tra Primaluna e Cortenova, tra cui la Galperti. In serata infine la Fiocchi Munizioni spa. Quando a decidere per lo stop è stato l’indiscusso simbolo dell’economia della provincia, si è capito che l’effetto Coronavirus ha definitivamente colpito al cuore il tessuto produttivo lecchese.

La pandemia ha finito con l’innescare un effetto domino. I primi a scegliere di fermarsi sono stati i costruttori edili, decisione comunicata nel primo pomeriggio ieri dal lecchese Sergio Piazza, presidente Ance Lecco-Sondrio. "Di fronte al dilagare del Coronavirus le nostre imprese hanno deciso di fermare la propria attività e i cantieri. Decisione difficile ma di buon senso a tutela dei nostri lavoratori". Tra i primi a prendere una decisione storica la Colombo Costruzioni, tra le top 20 del settore in Italia. "Lasciare a casa duemila lavoratori tra dipendenti e subappaltatori non è decisione che si prende a cuor leggero - spiega l’architetto Luigi Colombo, ad dell’azienda di famiglia -. Il nostro è ancora un settore ad alta manualità nel quale le persone lavorano a stretto contatto e nonostante il rispetto delle norme. E come faccio a dormire tranquillo la notte se so che un mio dipendente lavora su un ponteggio sospeso a decine di metri di altezza? E se uno si tira una martellata sul piede?". Meglio chiudere e tutti i sindacati hanno ringraziato.

Si è dovuta arrendere anche la Fiocchi Munizioni che da lunedì (e per tutta la settimana prossima) fermerà la produzione. "Noi abbiamo messo in campo tutto: i controlli temperatura e lavaggio mani all’ingresso, mascherine e lo smart work - spiega il presidente Stefano Fiocchi - ma adesso il problema vero è la paura: abbiamo tante lavorazioni in linea con postazioni affiancate e le maestranze sono molto preoccupati. Così abbiamo preso una decisione di buon senso". All’orizzonte si stava profilando anche un altro problema, quello degli approvigionamenti. "Per noi è un problema ad esempio il blocco della dogana: non potendo spedire il materiale ormai abbiamo i magazzini pieni". Una scelta difficile per un imprendore come Francesco De Capitani titolare, insieme al padre Roberto, dell’omonima azienda metalmeccanica di Olginate. "La speranza - dice il fondatore - è quella di poter sconfiggere il virus rallentando questa ondata di contagi e poter ripartire nel più breve tempo possibile, più forti di prima". In serata il sindaco Virginio Brivio ha comunicato anche la chiusura del mercato comunale.