Cascina e maneggio tolti alla mafia. Assolto il don indagato per i rifiuti

La cascina di via Tavorella a Oltrona, sottratta alle mafie, è stata concessa alla parrocchia di Rebbio. Don Giusto Della Valle è stato indagato per gestione illecita di rifiuti, ma il Tribunale di Como ha archiviato il caso. La struttura sarà destinata a un utilizzo sociale.

Cascina e maneggio tolti alla mafia. Assolto il don indagato per i rifiuti

Don Giusto Della Valle

Dal 2022 l’utilizzo della cascina di via Tavorella a Oltrona, con maneggio e circa sei ettari di terreni agricoli e boschivi, bene sottratto alle mafie, è stato concesso alla parrocchia di Rebbio e a don Giusto Della Valle. Il 20 giugno dello scorso anno, il sacerdote, in seguito a un controllo dei carabinieri forestali, era stato indagato per "gestione illecita di rifiuti non pericolosi", a causa di un accumulo di rifiuti ferrosi, destinati a essere rivenduti per garantire un piccolo introito alle spese di recupero della struttura.

Un’ipotesi che rischiava di tradursi in una sanzione da oltre 6.000 euro, che tuttavia il Tribunale di Como ha ritenuto totalmente infondata, archiviando il fascicolo, così come era stato chiesto anche dalla Procura e dagli avvocati Simonetta Luzzi ed Elena Vimercati. La gestione della cascina è stata formalmente assegnata dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati al Comune di Oltrona, nell’aprile 2022, con il vincolo di rendere gli spazi nuovamente agibili, restituendoli alla cittadinanza per destinarli a un utilizzo sociale. Don Giusto e i volontari si erano trovati a doverla ripulire da circa 200 slot machine trovate nel magazzino e dalle macerie causate dalle demolizioni per trovare i contanti nascosti, che erano murati sotto una caldaia. Operazioni che erano in carico al Comune che, a sua volta, aveva delegato gli utilizzatori del bene medesimo: "Ne consegue – dicono gli avvocati – che i delegati non avevano l’onere di chiedere alcuna autorizzazione in proprio per svolgere il compito assegnato".

Inoltre nello stesso periodo il Comune di Oltrona aveva cessato la raccolta dei rifiuti ingombranti, convenzionandosi con il Comune di Appiano Gentile, e istituendo un servizio di raccolta limitato, per invogliare i cittadini a conferire i rifiuti ferrosi presso la cascina, anche in funzione di destinare il ricavato alle spese di recupero dell’immobile. Si era così creato l’accumulo, periodicamente smaltito da una ditta autorizzata. Fino al controllo, durante il quale era stato trovata una parte di quei materiali, sfociato nella denuncia che è stata totalmente archiviata.

Pa.Pi.