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15 apr 2022

Cade e muore a 24 anni sulle montagne lecchesi

Giovanni Borsatti, di Milano, è stato trovato esanime nella notte dai soccorritori. Stava per laurearsi in Medicina a Pavia. È la terza vittima in quota da inizio anno

daniele de salvo
Cronaca
L’intervento del Soccorso alpino per recuperare il corpo di Giovanni Borsatti
L’intervento del Soccorso alpino per recuperare il corpo di Giovanni Borsatti
L’intervento del Soccorso alpino per recuperare il corpo di Giovanni Borsatti

di Daniele De Salvo

È scivolato ed è precipitato per diversi metri. Quando i soccorritori lo hanno trovato nel cuore della notte ormai era morto. A perdere la vita sulle montagne della Valsassina che conosceva molto bene è stato Giovanni Borsatti, 24 anni di Milano. Frequentava il sesto anno di Medicina a Pavia dove alloggiava all’Almo Collegio Borromeo. Gli mancava solo di discutere la tesi per laurearsi. L’altra mattina con i genitori, con cui abitava in via Paolo Sarpi a Milano sebbene tutti originari di Trento, ha raggiunto la seconda casa di famiglia a Moggio per trascorre insieme le vacanze di Pasqua: loro sono rimasti nell’abitazione di villeggiatura, lui si è messo subito in marcia per una camminata tra i Piani di Artavaggio e i Piani di Bobbio sopra Barzio. "Tutto bene, sto tornando", li ha avvisati nel pomeriggio. Invece non è andata affatto bene perché Giovanni non è più tornato. In serata mamma e papà, sempre più preoccupati dopo ore di inutili tentativi di contattarlo al cellulare che suonava inesorabilmente muto, hanno lanciato l’allarme. Sono stati immediatamente mobilitati i soccorritori del Soccorso alpino, i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecco, i carabinieri di Introbio e i volontari della Protezione civile di Moggio che hanno cominciato a setacciare l’area via terra. Sono state effettuare anche perlustrazioni aeree con l’eliambulanza di Como e di Sondrio. Nonostante il buio le ricerche sono proseguite a oltranza, ma la missione si salvataggio si è trasformata in un’operazione per recuperare un cadavere.

Intorno all’una e quaranta i soccorritori hanno infatti prima trovato lo zaino di Giovanni e poi, un centinaio di metri più in alto, a 1.800 metri di altezza, hanno individuato il suo corpo, sotto il Sentiero degli stradini, un percorso in parte attrezzato con funi metalliche perché in alcuni tratti è molto esposto. "E’ caduto in una zona molto impervia – spiegano dal Soccorso alpino della stazione di Valsassina e Valvarrone della XIX Delegazione Lariana -. Probabilmente è scivolato in un punto ancora ricoperto da ghiaccio e neve perché in quota e su un versante in ombra". Giovanni era ben equipaggiato e attrezzato, aveva percorso parecchie volte quel tragitto fin da bambino. Per riportare a valle la salma di Giovanni i soccorritori hanno dovuto spostarlo in un punto da dove è poi è stato recuperato con il verricello dai tecnici dell’elisoccorso che con i piloti sono abilitati al volo e alle manovre notturni. Il feretro è stato infine ricomposto nella camera mortuaria dell’ospedale di Lecco e solo alle 3 l’intervento è stato dichiarato concluso. Giovanni è il terzo escursionista morto sulle montagne lecchesi da inizio anno dopo il 21enne Alessandro Bisi di Saronno precipitato sul Legnone a gennaio e Roberto Grassi, il pensionato di 88 anni di Milano morto sul Moregallo.

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