Lecco, 11 settembre 2019 – Senza alcun motivo prima ha spinto giù dalle scale del sottopassaggio ferroviario della stazione di Lecco una studentessa di 18 anni, poi, sempre nel sottopasso, ha sferrato un gancio in faccia ad una pendolare di 55 anni, stendendola al tappetto. Ad aggredire lunedì pomeriggio la giovane e la donna nel giro di una manciata di secondi è stato un 24enne originario del Togo, con diversi precedenti, arrestato subito dopo dagli agenti della Polizia ferroviaria. Per lui è stata disposta la perizia psichiatrica, perché si sospetta possa essere una sorta di potenziale Adam Kabobo, il ghanese ora 39enne che nel maggio 2013 uccise 3 passanti a colpi di piccone.

L'AGGRESSIONE - La sequenza di violenza senza senso è stata immortalata dalle telecamere a circuito chiuso del sistema di videosorveglianza. Le immagini del filmato mostrano il 24enne che, mentre scende le scale del sottopasso, spinge a terra con due manate al petto una 18enne che stava per salire sul primo gradino, scaraventandola sul pavimento. Poco dopo, farneticando qualcosa, dopo averla osservata per qualche istante, prende di mira la 56enne, tirandole un pugno al volto talmente forte da mandarla ko priva di sensi.

I SOCCORSI – Le due vittime dell'assalto a mani nude sono state soccorse dai sanitari del 118 e ricoverate d'urgenza al vicino ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. La prima se l'è cavata con qualche ora di ricovero in osservazione prima di venire dimessa con una prognosi di una decina di giorni, mentre la seconda ha potuto tornare a casa solo la mattina seguente con una diagnosi di trauma cranico commotivo e guaribile in non meno di un mese.

L'ARRESTO – I poliziotti della Ferroviaria sono immediatamente intervenuti. Dopo aver allertato i soccorsi si sono messi subito a caccia dell'aggressore, che è stato rintracciato in pochissimo tempo, alla vicina fermata dei bus. Dagli accertamenti è emerso che l'aggressore è appunto un cittadino del Togo di 24 anni, con alle spalle svariati precedenti di polizia.

LA PERIZIA – Dopo una notte in camera di sicurezza è stato trasferito in tribunale per essere processato per direttissima davanti al giudice Enrico Manzi. L'avvocato d'ufficio Arianna Imbasciati ha chiesto e ottenuto che venga sottoposto a una perizia psichiatrica che verrà condotta dal consulente Giuseppe Giunta. L'arresto è stato convalidato, come chiesto dal Pm Mattia Mascaro, ma, in attesa di tornare in aula alla prossima udienza, è stato rimandato a casa ai domiciliari.