ARNALDO LIGUORI
Elezioni Lombardia

Elezioni regionali in Lombardia: come si vota e cosa c’è da sapere

Il voto del 12 e 13 febbraio si avvicina: ecco cosa c’è in palio, chi sono i candidati e come vanno i sondaggi

Il governo della più popolosa e ricca regione d’Italia si deciderà il 12 e 13 febbraio 2023. Nelle elezioni regionali in Lombardia, oltre 7,8 milioni di cittadini lombardi voteranno per eleggere il presidente della Regione e gli 80 membri del Consiglio regionale che resteranno in carica i prossimi 5 anni.

Quando si vota

I seggi sono aperti domenica 12 febbraio dalle 7 alle 23 e lunedì 13 febbraio dalle 7 alle 15. Possono votare tutti i cittadini residenti in Lombardia che hanno compiuto 18 anni portando con sé la tessera elettorale e un documento d’identità valido (es. carta d’identità, patente o passaporto, purché munito di foto).

 

Come funzionano le elezioni

La legge elettorale regionale non prevede alcun ballottaggio tra i candidati, pertanto, vincerà il candidato presidente che otterrà il maggior numero di voti. Riguardo al Consiglio, invece, i seggi nel Consiglio saranno distribuiti tra i candidati delle varie liste in modo proporzionale ai voti ottenuti (garantendo almeno un rappresentante per ognuna delle 12 province).

 

Chi sono i candidati

Ci sono quattro candidati alla presidenza della Regione: l’attuale presidente Attilio Fontana, sostenuti da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia; l’europarlamentare Pierfrancesco Majorino, per il Partito democratico e il Movimento 5 stelle; l’ex assessora regionale Letizia Moratti, con una lista civica sostenuta dal Terzo formato da Azione e Italia Viva; e infine Mara Ghidorzi, candidata per Unione Popolare, il partito di sinistra radicale dell’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

 

Cosa dicono i sondaggi

A tre settimane dal voto i sondaggi differiscono parecchio l’uno dall’altro, ma tutti danno in vantaggio il presidente uscente Fontana (tra il 43 e il 46 per cento) seguito a stretto giro da Majorino (31-39) e, terza per intenzioni di voto, la Moratti (17-20).

Sono rilevazioni che vanno tuttavia presi con le pinze, sia perché moltissimi elettori sono ancora indecisi, sia perché quasi tutti gli esperti ipotizzano un’affluenza molto bassa, tra il 50 e il 65 per cento. Il centrodestra, d’altronde, governa ininterrottamente la regione da quasi trent’anni e a livello nazionale detiene larga parte del consenso.