Editoriale

La bontà d’animo ha le sue regole

Mai come in questi giorni sui social è un fiorire di #adv. Non nel senso delle pubblicità stesse –  quelle ormai sono il palinsesto della maggior parte dei content creator, promozioni in trasmissione continua – ma proprio dell’hashtag che segnala che ciò che gli utenti stanno guardando è una réclame. C’era da aspettarselo: dopo la maxi multa e l’indagine su Chiara Ferragni, nessuno si azzarda più a fare il furbetto. #Adv in bella vista e via a fatturare. 

Ora poi che il Governo ha dato il via libera al ddl Ferragni sulla trasparenza della beneficenza nelle attività commerciali, scommettiamo che le iniziative benefiche degli imprenditori/influencer precipiteranno all’incirca a zero. Nessuno vorrà, almeno per ora, rischiare di avere gli occhi dell’antitrust addosso. Eppure bastava poco. Bastava essere chiari nel mettere insieme affari e bontà d’animo.

Il Governo ha scelto di scrivere le regole del gioco, ora ci aspettiamo però controlli seri. Perché i social sono ancora troppo spesso una giungla e a farne le spese sono i consumatori.