Sorpresa, in Ticino cala il numero dei frontalieri: 78.738. Non accadeva da tre anni

Lieve flessione nell’ultimo trimestre del 2023, in controtendenza rispetto al resto della Svizzera. Ma su base annuale l'ascesa continua

Corsia riservata ai frontalieri in dogana

Corsia riservata ai frontalieri in dogana

Frontalieri in calo in Canton Ticino. Di poco, ma è la prima volta negli ultimi tre anni che il dato è preceduto dal segno meno. Tra l’altro, in controtendenza rispetto al resto della Svizzera.

Nell’ultimo trimestre del 2023, segnala l’Ufficio federale di statistica elvetico, il numero di lavoratori frontalieri (con permesso G) attivi in Svizzera era pari a circa 392.831. Il loro numero complessivo è aumentato di 3,5% rispetto al quarto trimestre 2022 e dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda il Ticino, invece, è stato registrato un calo dell'1% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno: i lavoratori con permesso G nel cantone italofono a fine dicembre erano 78.738, contro i 79.664 del trimestre procedente. Si tratta comunque di un numero maggiore (+1,3%) rispetto al dato di fine 2022, quando i frontalieri ticinesi erano 77.739.

L’ultimo, lievissimo calo dei lavoratori frontalieri in Canton Ticino, sempre da trimestre a trimestre, era stato registrato a fine 2021, quando passarono da 74.602 a 74.461. Guardando allo storico, il trend dei frontalieri è invece in continua ascesa (nel 2019 erano poco più di 71mila, nel 2014 63mila), come d’altronde dimostra anche il raffronto 2024 su 2023, anche se la lieve flessione finale ha impedito di toccare quota 80mila.

Per quanto riguarda l’interra Svizzera, negli ultimi cinque anni il numero di frontalieri è aumentato da 326.000 a 393.000, per un incremento 2018-2023 pari al + 20,5%.  Poco più della metà dei frontalieri è domiciliata in Francia (57%), mentre il 23,2% e il 16,5% rispettivamente in Italia e in Germania. I cittadini italiani che lavorano in Svizzera sono 91.307, in calo dell’1,3% rispetto al terzo trimestre 2023 ma in aumento dell’1,5% rispetto a fine 2022. La maggior parte sono impiegati appunto in Ticino mentre gli altri, circa 12mila persone, lavorano nel Grigioni o nel Vallese.