Dalla siccità al clima tropicale, raccolti a rischio: quanto incide il meteo pazzo sull’agricoltura

La preoccupazione delle associazioni di categoria: allarme soprattutto per i settori ceralicolo e vitivinicolo

Raccolta dell’uva (Archivio)

Raccolta dell’uva (Archivio)

Brescia, 10 maggio 2024 – Una primavera che tarda ad arrivare, con temperature anomale e piogge che in alcuni casi non permettono la semina: la stima è che si potrebbe perdere un terzo del lavoro nei campi. Non c’è pace per l’agricoltura, per sua stessa natura legata all’andamento del clima che, però, sta mettendo a dura prova le imprese.

"Per quanto riguarda il settore cerealicolo, la situazione climatica sta provocando pesanti ritardi, con circa il 50% di semine di mais completate – dichiara Giovanni Garbelli, presidente di Confagricoltura Brescia – Solitamente nelle prime settimane di aprile termina il periodo di semina, mentre quest’anno, proprio a causa del meteo, siamo in ritardo, non avendo certezze su quando sarà possibile entrare a lavorare nei campi con continuità. È ovvio che tutto questo inciderà negativamente anche sulla produzione. Chi è già riuscito a seminare, invece, monitora l’evoluzione del meteo delle prossime settimane, perché gli sbalzi di temperatura e la troppa pioggia potrebbero provocare ulteriori ripercussioni. In alcuni territori si sta cercando di capire se ci sono stati danni causati dalla gelata che, nelle scorse settimane, ha colpito alcune zone della provincia, danneggiando le viti in stato vegetativo avanzato. Per questo, il settore vitivinicolo è in allerta, anche per il possibile insorgere di malattie fungine, causato dagli sbalzi di temperatura, seguiti dalle piogge intermittenti".

Anche questi sono gli effetti dei cambiamenti climatici, che obbligano gli agricoltori a comportarsi in modo diverso rispetto al passato e di fronte alle tradizionali semine. Il punto è che si passa, di anno in anno, da allarme siccità alle criticità della pioggia con terreni eccessivamente umidi e piogge che ostacolano le operazioni di semina e la crescita del mais. Tra l’altro, nessuno può garantire che un’abbondanza così intensa di precipitazioni possa bastare per l’intera stagione, per le irrigazioni necessarie sino a dopo l’estate.

"Le nostre previsioni parlano di disagi legati al raccolto e alle filiere – aggiunge il presidente di Confagricoltura Brescia –, al momento potrebbe essere compromesso circa un terzo del lavoro, ma va tutto a zone: quelle con il fondo maggiormente ghiaioso, come Montichiari e Trenzano, sono al 90%, la parte più consistente, invece, a esempio Verola e Bagnolo, sono circa al 50%. Iniziano a evidenziarsi delle vere difficoltà, anche per i cereali a paglia, che stanno anch’essi soffrendo l’eccesso di pioggia. Siamo passati da una primavera siccitosa degli scorsi anni a una quasi tropicale di questo periodo". "Siamo in una situazione critica – conferma Laura Facchetti, Coldiretti Brescia –. Nonostante non abbiamo avuto eventi estremi, c’è preoccupazione sia per i terreni già seminati, perché il rischio è che marcisca il seme, sia per quelli in cui non si è proprio potuto seminare. Siamo in una situazione in cui i cambiamenti climatici non permettono la programmazione".