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9 giu 2022

"Legnamé" introvabili nella Brianza leader del settore mobiliero

Indagine dell’Unione Artigiani sui mestieri in estinzione: un falegname specializzato può arrivare a prendere anche 3.500 euro, così come un tappezziere esperto o un restauratore e un cucitore

9 giu 2022
martino agostoni
Economia
Nel settore serve un ricambio generazionale. In alto Marco Accornero
Nel settore serve un ricambio generazionale
Nel settore serve un ricambio generazionale. In alto Marco Accornero
Nel settore serve un ricambio generazionale

Monza - ​In Brianza anche il dottore vuole il figlio falegname. È una battuta, ma come ai tempi del ’68 il suo contrario era un segno dei cambiamenti sociali ed economici in atto, anche adesso ha i suoi riscontri nella realtà. Perché un falegname specializzato, un ebanista, un tappezziere esperto, un cucitore, un carteggiatore o un restauratore di mobili può arrivare a prendere uno stipendio di 3.500 euro al mese come dipendente, o può guadagnare anche di più come libero professionista, perché sono figure sempre più rari e introvabili dalle imprese brianzole del settore legno-arredo. Un artigiano del legno con esperienza e specializzazioni è una figura professionale contesa a suon di aumenti di stipendio dalle aziende del settore e proprio nella settimana più importante dell’anno, in cui con il Salone del Mobile a Milano si celebrano i migliori prodotti di questa filiera, il centro studi dell’Unione Artigiani di Monza, Brianza e Milano ha presentato un’indagine sui mestieri “introvabili“ e anche “in estinzione“ nel territorio brianzolo leader nella produzione di mobili. Nella provincia di Monza e Brianza ci sono 590 imprese di artigiani attive nella lavorazione del legno e produzione di elementi per l’arredo, di queste 253 sono falegnamerie e mobilifici, 131 sono lucidatori e restauratori e 206 tappezzieri e artigiani dei divani. E tra queste l’età media dei titolari è sopra i 50 anni in 2 imprese su 3, e inoltre nel 90% dei casi sono uomini, mentre iniziano a a fare i mobilieri "brianzoli" anche gli stranieri, con 30 imprese artigiane del settore già guidate da non italiani di cui metà cinesi. Sono segnali di un settore che cambia e che ha bisogno di un ricambio generazionale, oltre che di proseguire competenze che solo l’esperienza del lavoro trasmette. Per questo nell’elenco degli "introvabili" ci sono i falegnami ebanisti, quindi quegli artigiani che ...

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