MANUELA MARZIANI
Economia

Invasione di riso dalla Cambogia, Pavia trema: "Tutelare i produttori nazionali dalla concorrenza sleale”

Appello di Coldiretti: "Da salvare 10mila famiglie". Nei campi asiatici viene usato il triciclazolo, un potente pesticida vietato invece nell’Unione Europea.

Una coltivazione di riso

Una coltivazione di riso

«L’Unione Europea deve introdurre un’efficace clausola di salvaguardia per fermare l’invasione di prodotto straniero e tutelare i produttori nazionali dalla concorrenza sleale, nel rispetto del principio di reciprocità". Con le importazioni di riso dalla Cambogia che sono raddoppiate (+104%) nell’ultima campagna, il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia hanno lanciato questo appello in una lettera indirizzata al ministro degli Affari esteri Antonio Tajani e al ministro dell’agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, in vista della discussione al Coreper (Comitato di preparazione dei lavori del Consiglio Ue) sul Sistema di preferenze generali (Spg) sotto la presidenza belga.

«Coldiretti e Filiera Italia hanno chiesto di modificare la proposta della Commissione Ue – spiega Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia – introducendo, come richiesto dal Parlamento, l’attivazione automatica di una clausola di salvaguardia se le importazioni da un Paese superano una soglia in termini di quantità, evitando quello che sarebbe un vero e proprio dumping ai danni degli agricoltori italiani, con arrivi incontrollati di prodotto straniero senza alcun sistema di difesa. Oltre il 60% del riso importato dall’Italia è a dazio agevolato". L’obiettivo è tutelare non solo la filiera, ma anche i consumatori da prodotti con standard ambientali e qualitativi ben al di sotto delle produzioni europee e italiane.

Ad esempio nei campi di riso dei Paesi asiatici viene usato il triciclazolo, un potente pesticida vietato invece nell’Unione Europea. Da salvare ci sono oltre 10mila famiglie, fra dipendenti e imprenditori, impegnati nella filiera produttiva che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. L’Italia garantisce, infatti, oltre il 50% dell’intera produzione di riso della Ue di cui è il primo fornitore, con una gamma di varietà e un livello di qualità uniche al mondo con 9 risaie su 10 concentrate fra la Lombardia, Veneto e Piemonte.

"In particolare - aggiunge Coldiretti - in Lombardia si trova il 40% del totale delle risaie italiane, con Pavia prima provincia risicola d’Europa". Sono 200 le varietà iscritte nel registro nazionale, dal vero Carnaroli, con elevato contenuto di amido e consistenza, il "re dei risi", all’Arborio dai chicchi grandi e perlati che aumentano di volume durante la cottura fino al Vialone Nano, il primo riso ad avere in Europa il riconoscimento come "Indicazione geografica protetta", passando per il Roma e il Baldo che hanno fatto la storia della risicoltura italiana.