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9 lug 2022

Grano: l'Ucraina riapre i porti fluviali sul Danubio, i russi distruggono i raccolti

Intanto i prezzi del cereale balzano a livello mondiale del 6,6%. L'esercito di Mosca attacca i campi con proiettili incendiari, impedendo di spegnere i roghi

9 lug 2022
La trebbiatura del grano nelle colline del chivassese in provincia di Torino, per contrastare la crisi del grano. 4 luglio 2022 ANSA/JESSICA PASQUALON
Esportare il grano ucraino verso l'Europa resta un'impresa molto complicata dalla guerra
La trebbiatura del grano nelle colline del chivassese in provincia di Torino, per contrastare la crisi del grano. 4 luglio 2022 ANSA/JESSICA PASQUALON
Esportare il grano ucraino verso l'Europa resta un'impresa molto complicata dalla guerra

 Kiev - L'Ucraina sta ripristinando e ampliando alcuni dei suoi porti fluviali sul Danubio, da tempo in disuso, per facilitare l'esportazione di grano a causa del blocco della Russia sul Mar Nero: lo ha detto al Guardian la responsabile del dipartimento di politica agricola della regione di Odessa, Alla Stoyanova. Prima della guerra, i porti fluviali ucraini sul Danubio venivano raramente utilizzati e alcuni di essi giacevano in completo abbandono. Dopo l'invasione del Paese da parte della Russia e il suo controllo delle vie d'uscita verso il Mar Nero, tuttavia, Kiev ha deciso di resuscitare i suoi vecchi porti fluviali per evitare il blocco marittimo e accelerare l'export del suo grano. «Prendiamo l'esempio del porto sul fiume Reni», ha detto Stoyanova riferendosi a uno tra i più importanti porti della regione del Danubio nell'era dell'Unione Sovietica e un passaggio verso la Romania. «Non è stato usato affatto di recente - ha proseguito -. Quindi ora stiamo lavorando per ampliarlo, insieme ad altri porti fluviali, per aumentare la capacità. Mentre parliamo, oltre 160 navi stanno aspettando nel Mar Nero di entrare nel canale di Sulina, ma non possono perché la capacità di quel canale è di sole 5-6 navi al giorno». L'esercito russo sta «intenzionalmente» distruggendo i raccolti nella regione di Kherson, nell'Ucraina meridionale, e impedisce lo spegnimento degli incendi nei campi, spiega il portavoce dell'amministrazione militare regionale di Odessa Sergiy Bratchuk, secondo quanto riporta il Guardian. Condividendo le foto della polizia locale di campi in fiamme e bruciati, Bratchuk ha affermato: «A causa dei bombardamenti con proiettili incendiari, ogni giorno si verificano ampi roghi nelle strisce protettive e nelle foreste in tutto il territorio della regione. Inoltre, le truppe russe non consentono alla gente del posto di spegnere gli incendi che distruggono granai e attrezzature». Intanto i prezzi del grano balzano ...

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