LUCA BALZAROTTI
Economia

Energia green a chilometro zero, la nuova sfida dei Comuni: uno su tre vuole produrla in casa

Presentati alla Regione 513 progetti per avviare una comunità energetica rinnovabile. La metà arriva da enti locali sotto i 5mila abitanti: Brescia e Bergamo le province più attive

Pannelli solari

Pannelli solari

Milano – Un Comune su tre ha presentato un progetto per avviare una comunità energetica rinnovabile. Sono 513 le proposte sul tavolo della Regione, in risposta alla manifestazione di interesse aperta oltre un anno fa (aprile 2022). La metà (242, il 47%) arriva da enti locali sotto i 5mila abitanti, i piccoli Comuni che possono beneficiare del contributo economico da 2,2 miliardi previsto dal Pnrr.

Per tutti l’obiettivo è duplice: produrre energia da fonti rinnovabili a chilometri zero per ridurre consumi e costi ed essere indipendenti dalle forniture dei Paesi esteri. Lo strumento sono le Cer, acronimo che sta per comunità energetiche rinnovabili. Si tratta di associazioni, fondate da un capofila (spesso un Comune) che coinvolge tra i soci le realtà pubbliche e private del territorio. In Italia esistono dal 2011, quando una normativa nazionale ha recepito con un decreto la direttiva europea sull’energia prodotta da fonti rinnovabili (calore, acqua, vento).

Ma di fatto "siamo all’anno uno" secondo Paolo Sabbioni, professore e coordinatore del settore energia di Confservizi Lombardia, l’associazione che rappresenta dal 1979 le aziende (utility e multiutility) che operano a livello locale nei settori di pubblica utilità: acqua, igiene urbana, energia e gas, trasporti. Un’accelerata favorita "dall’innalzamento dei prezzi energetici dell’anno scorso che ha generato il timore di non essere autosufficienti per quanto riguarda il gas".

Anche per Regione Lombardia la presentazione dei 513 progetti da parte dei Comuni chiude di fatto la prima fase. "Le cer sono una grossa opportunità – puntualizza Massimo Sertori, assessore regionale con delega alle Risorse energetiche – che Regione Lombardia potrà concretizzare attraverso l’avvio della ‘cosiddetta Fase 2’ della manifestazione di interesse che prevede non solo la definizione sempre più precisa e puntuale dei progetti candidati, ma anche e soprattutto l’avvio di un percorso di accompagnamento che vedrà Regione, a fianco del Gse, presente sul territorio per supportare i progetti candidati e ritenuti meritevoli di accedere alla fase di finanziamento".

Poco meno della metà dei progetti da valutare è arrivata dal Bresciano (111) e dalla Bergamasca (102). Terza la provincia di Milano con 56. Seguono Lecco (44), Como (40), Cremona (33), Monza e Mantova (entrambe 27), Pavia (24). Meno interesse finora da Varese (20) e Sondrio (17).