LO SVILUPPO di CheBanca! si coniuga con un aumento dei livelli occupazionali: l’obiettivo è reclutare oltre 30 nuovi banker all’anno da inserire all’interno delle filiali della Banca a servizio dei clienti investitori, soprattutto quelli di fascia più alta. Un’ambizione coerente con il piano di crescita nel wealth management del Gruppo Mediobanca e anche a livello di sistema con il crescente bisogno di consulenza nella gestione dei risparmi accentuato dalla pandemia. Prometeia Ipsos nel rapporto Wealth Insight pubblicato nel novembre 2020 ha stimato una propensione al risparmio al 14%, quasi raddoppiata nel 2020 e destinata a tornare verso valori più standard (9%) intorno al 2023. Duecento miliardi in più sui conti correnti rispetto a febbraio 2020, ma anche raccolta in costante crescita per il sistema del risparmio gestito che cresce di mese in mese, diventando sempre più punto di riferimento per la gestione delle ricchezze delle famiglie italiane. Questa fase iniziale del nuovo ciclo economico coniugata al progressivo...

LO SVILUPPO di CheBanca! si coniuga con un aumento dei livelli occupazionali: l’obiettivo è reclutare oltre 30 nuovi banker all’anno da inserire all’interno delle filiali della Banca a servizio dei clienti investitori, soprattutto quelli di fascia più alta. Un’ambizione coerente con il piano di crescita nel wealth management del Gruppo Mediobanca e anche a livello di sistema con il crescente bisogno di consulenza nella gestione dei risparmi accentuato dalla pandemia. Prometeia Ipsos nel rapporto Wealth Insight pubblicato nel novembre 2020 ha stimato una propensione al risparmio al 14%, quasi raddoppiata nel 2020 e destinata a tornare verso valori più standard (9%) intorno al 2023. Duecento miliardi in più sui conti correnti rispetto a febbraio 2020, ma anche raccolta in costante crescita per il sistema del risparmio gestito che cresce di mese in mese, diventando sempre più punto di riferimento per la gestione delle ricchezze delle famiglie italiane. Questa fase iniziale del nuovo ciclo economico coniugata al progressivo decumulo dei risparmi precauzionali con l’attenuarsi della pandemia porteranno molti risparmiatori ad affidarsi in modo crescente alla competenza di professionisti della gestione del risparmio, che li accompagnino in una corretta pianificazione per la realizzazione dei loro obiettivi di mediolungo periodo. Un trend strutturale che CheBanca!, la banca dedicata alla gestione dei risparmi delle famiglie del Gruppo Mediobanca, è pronta a cogliere attraverso solide fondamenta.

"Siamo un operatore qualificato nella gestione dei risparmi delle famiglie e, in particolar modo degli investimenti – commenta Lorenzo Bassani, direttore generale di CheBanca! – I nostri clienti ci scelgono come partner di lungo periodo grazie ad alcuni fattori distintivi: un modello fortemente integrato all’interno della divisione Wealth di Mediobanca, che per i nostri clienti significa beneficiare di tutto il patrimonio di conoscenze e di prodotti del nostro Gruppo, dall’Asset Management all’Investment Banking; la competenza ed esperienza di banker, ovvero professionisti della consulenza negli investimenti. Il tutto arricchito da una piattaforma digitale avanzata a supporto dell’operatività, da sempre fiore all’occhiello di CheBanca! E oggi fondamentale per garantire continuità nell’attività di consulenza, anche da remoto".

Quali sono gli ambiti nei quali puntate a crescere maggiormente, anche con l’inserimento di nuove risorse?

"Per noi il reclutamento è prioritario. Vediamo ampi spazi di crescita a servizio della fascia di clientela più alta, che in CheBanca! definiamo Premier e che oggi serviamo attraverso 120 banker dedicati, presenti nelle principali città italiane. Stiamo quindi procedendo con un’intensa attività di selezione per far crescere proprio questa rete, con l’obiettivo di inserire 3040 nuovi banker all’anno. Stiamo portando avanti una selezione molto attenta: intervisto personalmente tutti i candidati perché voglio essere certo che chi viene da noi lo fa perché interessato al bene dei propri clienti. E stiamo trovando sul mercato tanti validi professionisti che, anche per effetto delle fusioni bancarie in corso, hanno voglia di rimettersi in gioco".

Cosa distingue il vostro modello di consulenza?

"Chi guida è sempre il cliente. Oggi possiamo contare su una piattaforma di investimento strategicamente completa, con un universo di prodotti investibili soprattutto nel mondo del risparmio gestito grazie all’architettura aperta. Quello che fa la differenza nel nostro modello sono la professionalità e le competenze dei banker che ci permettono di rispondere alle esigenze dei clienti imprenditori, legate non solo alle finanze personale ma anche alla propria azienda. I nostri gestori svolgono un ruolo di collegamento tra le esigenze, anche complesse, dei clienti e le soluzioni sofisticate che il Gruppo Mediobanca da sempre mette al servizio delle imprese. Un modello su cui investiamo costantemente attraverso percorsi di formazione mirati alla crescita dei nostri professionisti nella gestione dei patrimoni".

Il reclutamento sarà anche accompagnato dall’apertura di nuove filiali sul territorio?

"Essere una banca giovane ci avvantaggia in questa fase delicata per il sistema bancario italiano: mentre altri operatori stanno attraversando importanti processi di ristrutturazione, di personale e di filiali, noi puntiamo a rafforzare la relazione con i clienti, attraverso l’inserimento di nuovi professionisti e l’apertura di nuove filiali. Attualmente siamo presenti con un centinaio di filiali principalmente dedicate alla clientela Affluent, oltre a 7 filiali Premier. Nel 2020 abbiamo effettuato due nuove aperture e altre seguiranno anche nel 2021, dedicate soprattutto alla fascia di clientela più alta".

Alla luce del vostro modello fortemente relazionale che ruolo gioca il digitale?

"L’innovazione è nel Dna di CheBanca!, che negli anni ha continuato ad investire nel proprio modello multicanale. Il digitale non deve però distrarre dal valore della relazione tra cliente e gestore. Con il nostro modello abbiamo evitato di spersonalizzare il rapporto mettendo invece la tecnologia a servizio della relazione, oggi più che mai fattore imprescindibile".