di Andrea Telara Compravendite di nuovo in salita ma prezzi ancora in calo. Sarà questo, almeno secondo gli analisti, l’andamento del mercato immobiliare residenziale nel corso del 2021, dopo un 2020 da dimenticare a causa degli effetti della pandemia del Covid-19. Per i mesi venturi, con l’emergenza sanitaria ancora in corso ma con la prospettiva di una vaccinazione di massa capace di portarci fuori dal tunnel, l’Ufficio Studi nella nota catena di agenzie immobiliari Tecnocasa prevede un mercato a due facce: il numero di compravendite dovrebbe tornare a salire di una quota compresa tra il 2 e 5% annuo con qualche differenza nei diversi centri urbani, mentre i valori delle case e dei fabbricati residenziali subirà probabilmente un ulteriore ribasso, in media tra lo 0 e il -2%, con punte fino a -3% nelle grandi città. Come sempre accade, le quotazioni del mattone non si muoveranno allo...

di Andrea Telara

Compravendite di nuovo in salita ma prezzi ancora in calo. Sarà questo, almeno secondo gli analisti, l’andamento del mercato immobiliare residenziale nel corso del 2021, dopo un 2020 da dimenticare a causa degli effetti della pandemia del Covid-19.

Per i mesi venturi, con l’emergenza sanitaria ancora in corso ma con la prospettiva di una vaccinazione di massa capace di portarci fuori dal tunnel, l’Ufficio Studi nella nota catena di agenzie immobiliari Tecnocasa prevede un mercato a due facce: il numero di compravendite dovrebbe tornare a salire di una quota compresa tra il 2 e 5% annuo con qualche differenza nei diversi centri urbani, mentre i valori delle case e dei fabbricati residenziali subirà probabilmente un ulteriore ribasso, in media tra lo 0 e il -2%, con punte fino a -3% nelle grandi città. Come sempre accade, le quotazioni del mattone non si muoveranno allo stesso modo ma ci sarà appunto qualche differenza a livello geografico.

Nei capoluoghi di regione, i ribassi medi più consistenti dei prezzi sono attesi da Tecnocasa sulla piazza di Genova (tra -2 e -4%), seguita da Roma, Torino e Palermo (tutte e tre con variazioni tra 0 e -2%). Ci sarà invece qualche capoluogo come Bari e Napoli dove i valori delle case resteranno mediamente stabili mentre in altre città avremo il segno più. È il caso di Firenze e Verona (con aumenti tra 0 e 2%) e della solita Milano (con rialzi tra l’1 e il 3%). Il capoluogo lombardo, dunque, si dimostra ancora una volta la piazza più dinamica per il mercato immobiliare, almeno tra le grandi città. Va detto tuttavia che le variazioni sopra riportate, che si tratti di rialzi o di ribassi, sono comunque abbastanza contenute e fanno pensare a un mercato che si muove con dinamiche lente, in attesa di capire quando e come il nostro Paese uscirà finalmente dalla pandemia.

Dall’analisi di come sono andati i mesi passati, però, emerge anche un atteggiamento diverso degli italiani verso l’amato mondo del mattone. "La casa è stata una delle riscoperte fatte durante il lockdown", ha dichiarato Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa, commentando i dati sul 2020 e le previsioni sul 2021. Il confinamento forzato a cui siamo stati sottoposti, secondo Megliola "ci ha fatto capire l’importanza dell’abitazione e delle sue caratteristiche. Molti hanno apprezzato la casa in cui già vivono mentre altri hanno invece pensato di cambiarla realizzando acquisti migliorativi, indirizzati su immobili di metratura più ampia o dotati di spazi esterni". La possibilità di avere un giardino, una veranda o un cortile è stato apprezzato soprattutto durante la fase più dura del lockdown.

Da quel momento in avanti diverse famiglie hanno iniziato a guardarsi intorno per comprar casa ma poi, con l’arrivo della seconda ondata del Covid-19, in molti hanno messo da parte le proprie aspirazioni. Più o meno le stesse dinamiche si sono registrate nel settore dei mutui, che ovviamente è legato a doppio filo a quello degli immobili. Una fotografia del mercato è stata scattata di recente da Crif, società specializzata nelle informazioni creditizie. Dopo il calo fatto segnare nell’ultima parte del 2020, per gli analisti di Crif anche a gennaio le richieste di finanziamenti per comprar casa sono rimaste in territorio negativo, facendo segnare una flessione di -6,6%. Questo benché ci sia ancora una domanda notevole dei cosiddetti mutui di sostituzione, cioè i nuovi prestiti sottoscritti per approfittare del calo dei tassi d’interesse e rimpiazzare qualche vecchio finanziamento che costa di più.

"La perdurante incertezza riguardo i tempi di ritorno a una situazione di normalità sta frenando le decisioni degli italiani relativamente ai consumi e all’investimento sulla casa", ha detto commentando i dati Simone Capecchi, executive director di Crif. Mentre sono scesi i volumi dei prestiti immobiliari erogati, secondo Crif si nota in compenso una crescita del 3% dell’importo medio dei mutui richiesto, che ha raggiunto i 135.677 euro. Oltre il 71% delle domande di finanziamenti in Italia per il settore residenziale non va però oltre la somma complessiva di 150mila euro. Per quanto riguarda la durata dei mutui, invece, vi è una predilezione per i piani di ammortamento medio-lunghi, visto che più del 79% delle richieste riguarda prestiti con scadenza superiore a 15 anni. Tirando le somme, dunque, la pandemia del Covid-19 sembra avere stemperato una possibile e sostenuta ripresa del mattone, che fino al 2019 sembrava ormai all’orizzonte.