Una multa mai pagata? Tasse mai riscosse e che lo Stato non riesce più a incassare? Il Governo starebbe studiando un sistema che permetterebbe la cancellazione automatica dopo 5 anni. Dopo aver eliminato, con una norma contenuta nel decreto sostegni di marzo, le cartelle esattoriali sopra i 5mila euro, ritenute ormai inesigibili, l'esecutivo si appresta a introdurre una norma che, nelle intenzioni, vuole sollevare da costi e lavoro eccessivo l'ente di riscossione per concentrasi sugli importi maggiori ritenuti ancora recuperabili.

Come funziona

Il meccanismo si chiama discarico dei crediti non riscossi. Praticamente dopo 5 anni le cartelle esattoriali che l'Agenzia delle entrate verrebbero cancellate in automatico oppure "restituite al titolare". Nel caso di una multa non pagata, ad esempio, verrebbe rispedita al Comune i cui vigili urbani hanno emesso la contravvenzione. Sarà a quel punto il Comune a decidere se e come procedere nel tentativo di riscossione.

Già cancellati i debiti fino a 5000 euro

Il Decreto Sostegni approvato a marzo ha disposto l’annullamento automatico di tutti i debiti fino a 5.000 euro (affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010), "ancorché ricompresi in precedenti definizioni agevolate relative ai debiti affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2017). Possono usufruire dell'agevolazione le persone che hanno percepito, nel 2019, un reddito imponibile fino a 30.000 euro e di soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno percepito, nel periodo d’imposta alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile fino a 30.000 euro.

Le polemiche

Una norma che aveva sollevato numerose polemiche soprattutto di chi, come i sindacati, l'ha ritenuta un premio per i "furbetti" e un incentivo a non pagare. I sostenitori hanno invece rilevato come questa cancellazione rappresenti un enorme vantaggio economico per lo Stato. I costi infatti per il recupero di cartelle di "valore esiguo" sarebbero superiori ai benefici se si considera che, in molti casi, le cartelle sarebbero relative a persone decedute oppure società fallite.

Cancellazione delle cartelle esattoriali

Ora si sta studiando una nuova riforma complessiva. Le cartelle esattoriali non riscosse verrebbero cancellate dopo 5 anni. È l'ipotesi sulla quale starebbe lavorando il Governo per aggredire la mole dei crediti non riscossi. Una possibilità che andrebbe appunto nella direzione di mettere l'Agenzia delle Entrate nelle condizioni di concentrarsi sui crediti di maggior entità ritenuti esigibili. In molti casi, e per cifre basse, infatti l'attività di recupero dell'agenzia avrebbe un "carattere formale" e comporterebbe costi superiori agli eventuali benefici. Per questo il ministero starebbe preparando una riforma complessiva del sistema di riscossione da sottoporre al Parlamento. In particolare occorrerà definire con esattezza importi e caratteristiche per le quali le cartelle saranno ritenute inesigibili.

Le proposte

Eliminare la tassa di successione e delle donazioni o, almeno, innalzare il valore imponibile esente per gli eredi in linea diretta o il coniuge. È una delle misure previste da Forza Italia nella sue proposte per la Riforma del Fisco. Forza Italia propone per il 2021 un anno bianco fiscale con il blocco delle cartelle esattoriali sino alla fine dell'anno 2021 e la «Pace fiscale» con l'azzeramento del magazzino fiscale. La sanatoria dei debiti fiscali pregressi potrebbe «generare le risorse utili a finanziare, nel primo triennio, la fase di avvio di una riforma capace di ridurre in modo tangibile la pressione fiscale». Forza Italia vorrebbe anche un «definitivo superamento dell'IRAP». No a patrimoniali sui capitali privati. Si alla revisione del catasto, che però «va perseguita in una logica di ammodernamento senza comportare una tassazione occulta». No assoluto a «qualsiasi forma di reintroduzione dell'IMU sulla prima casa».

Rinvio delle tasse

"Il pagamento delle tasse rischia di affossare la ripresa economica, nonostante si registrano segnali incoraggianti di crescita del prodotto interno lordo. Artigiani, commercianti e piccoli imprenditori possono spingere la crescita e l'occupazione, ma è necessario equilibrare e differire il pagamento delle imposte che partiranno dal prossimo 16 giugno e proseguiranno fino al 30 quando terminerà anche il blocco della riscossione delle cartelle esattoriali". Lo ha detto il presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto. "Al Governo - ha aggiunto - chiediamo di intervenire con una riforma del fisco che lo renda, finalmente, amico dei cittadini e delle imprese".

La Lega accantona la Flat tax

"La flat tax adesso no, ma c'è un discorso su aliquote e cartelle esattoriali su cui stiamo lavorando per saldo e stralcio di quelle che vanno dal 2000 al 2015, che se uno non ha potuto pagare prima, figuriamoci dopo il Covid". Così il leader della Lega Matteo Salvini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

Le entrate tributarie col Covid

Nel periodo gennaio-aprile 2021, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 133.816 milioni di euro, segnando un incremento di 10.086 milioni di euro rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (+ 8,2%). Lo comunica il Mef. Il confronto tra il primo quadrimestre 2021 e quello del corrispondente periodo dell'anno precedente presenta un evidente carattere di disomogeneità dovuto al fatto che il lockdown, con le conseguenti misure economiche dirette ad affrontare l'emergenza sanitaria, è stato adottato a partire dall'11 marzo 2020. Inoltre, si ribadisce che i provvedimenti di sospensione e proroga dei versamenti di tributi erariali, emanati nel corso dell'ultimo trimestre del 2020, hanno influenzato anche il gettito relativo ai primi quattro mesi del 2021 modificando il consueto profilo temporale dei versamenti delle imposte.

Il gettito

Il gettito delle entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si è attestato a 2.339 milioni di euro (-728 milioni di euro, -23,7%) di cui: 1.081 milioni di euro (-335 milioni di euro, -23,7%) sono affluiti dalle imposte dirette e 1.258 milioni di euro (-393 milioni di euro, - 23,8%) dalle imposte indirette.  Nel primo quadrimestre 2021 le imposte dirette ammontano a 74.912 milioni di euro, con un incremento di 3.225 milioni di euro (+4,5%). Lo comunica il Mef.

Il gettito dell'Irpef si è attestato a 65.577 milioni di euro con una crescita di 2.552 milioni di euro (+4%), riconducibile all'andamento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+745 milioni di euro, +2,5%) e delle ritenute lavoratori autonomi (+345 milioni di euro, +9,3%). Hanno registrato un andamento positivo anche le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+ 1.095milioni di euro, + 3,8%), il cui gettito ha beneficiato della proroga disposta dal ''Decreto Ristori'' a favore dei sostituti d'imposta che, a decorrere dal mese di marzo 2021, hanno provveduto al versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e su indennità di cessazione del rapporto di collaborazione a progetto corrisposti negli ultimi tre mesi del 2020. 

Tra le altre imposte dirette si segnala l'incremento dell'imposta sostitutiva sui redditi nonché delle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+19 milioni di euro, +0,5%) e delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+315 milioni di euro, +60,7%). L'Ires ha evidenziato un gettito pari a 1.439 milioni di euro (+ 206 milioni di euro, +16,7 %). Le imposte indirette nei primi quattro mesi dell'anno ammontano a 58.904 milioni di euro, con un incremento di 6.861 milioni di euro pari al 13,2%. Al risultato ha contribuito prevalentemente l'Iva (+6.380 milioni di euro, +20,7%) e in particolare l'Iva sugli scambi interni (+5.768 milioni di euro, +21,3%). Anche la componente relativa alle importazioni ha evidenziato un incremento di gettito di 612 milioni di euro, pari a +16,5%. Tra le altre imposte indirette, ha registrato un andamento negativo l'imposta sulle assicurazioni (-72 milioni di euro, -17,1%). mentre l'imposta di bollo (+13 milioni di euro, +0,5%), e l'imposta di registro hanno evidenziato una crescita di gettito (+375 milioni di euro, +30,8%). Il gettito derivante dal settore giochi nei primi quattro mesi dell'anno ammonta a 3,547 miliardi di euro (+193 milioni di euro, +5,8%).